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La Corte ordina la restituzione degli atti alla Commissione tributaria provinciale di Siracusa perché, nelle more del giudizio, una sentenza precedente (n. 280/2005) ha già dichiarato incostituzionale la norma impugnata e il legislatore ha poi riformulato l’art. 25 del d.P.R. n. 602/1973. Il giudice rimettente deve verificare se la questione sia ancora rilevante alla luce del mutato quadro normativo.
Di cosa si tratta
Una contribuente di Siracusa aveva ricevuto una cartella di pagamento per mancato versamento di contributi sanitari relativi al 1997, notificatale nel 2004. Aveva eccepito la decadenza del fisco, contestando che l’art. 25 del d.P.R. n. 602/1973, nella versione modificata dal d.lgs. n. 193/2001, non prevedeva alcun termine entro cui notificare la cartella al contribuente, lasciandolo esposto alle pretese del fisco a tempo indeterminato.
La questione di legittimità costituzionale
La Commissione tributaria provinciale di Siracusa aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 25 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, come modificato dal d.lgs. n. 193/2001, nella parte in cui non fissava un termine decadenziale per la notifica della cartella derivante dalla liquidazione ex art. 36-bis d.P.R. n. 600/1973, in riferimento agli artt. 3, 23, 24 e 53 della Costituzione.
La decisione della Corte
La Corte ha disposto la restituzione degli atti al giudice rimettente. Nel frattempo era intervenuta la sentenza n. 280/2005, che aveva già dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma, ed era poi entrato in vigore il d.l. n. 106/2005 (conv. legge n. 156/2005), che aveva abrogato l’art. 17 e riformulato l’art. 25 d.P.R. n. 602/1973 introducendo nuovi termini decadenziali. Il giudice rimettente doveva quindi riesaminare la rilevanza della questione.
Il principio
Quando, nelle more del giudizio di costituzionalità, intervengono una sentenza della Corte e una riforma legislativa che incidono sulla norma impugnata, gli atti devono essere restituiti al giudice rimettente affinché rivaluti la rilevanza della questione alla luce del mutato quadro normativo.
Domande e risposte
Che cosa è il termine decadenziale per la notifica della cartella esattoriale?
Quel termine entro cui il concessionario della riscossione deve notificare al contribuente la cartella di pagamento, a pena di perdita del diritto di esigere il tributo. La sua mancanza lasciava il contribuente esposto sine die alle pretese del fisco.
Perché la Corte non ha deciso nel merito?
Perché la questione era già stata risolta dalla sentenza n. 280/2005 e il legislatore era intervenuto con una nuova disciplina. Sarebbe stato inutile pronunciarsi su una norma ormai modificata senza sapere se il problema sussistesse ancora nel caso concreto.
Cosa accade dopo la restituzione degli atti?
Il giudice rimettente deve verificare se la nuova formulazione dell’art. 25 d.P.R. n. 602/1973, introdotta nel 2005, sia applicabile alla fattispecie concreta e, in caso affermativo, se la questione di legittimità costituzionale abbia ancora ragion d’essere.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di uguaglianza e ragionevolezza, parametro evocato per la disparità di trattamento tra contribuenti
- Art. 24 della Costituzione — diritto di difesa, pregiudicato dall’incertezza temporale della pretesa tributaria
- Art. 53 della Costituzione — capacità contributiva, che deve essere attuale al momento dell’adempimento
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