Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con l’ordinanza n. 50 del 2025 la Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente infondate le questioni sulla tassazione “per trasparenza” dei redditi delle società di persone, che imputa il reddito al socio anche se non lo ha effettivamente percepito.
Di cosa si tratta
Le società di persone, come le società in accomandita semplice, sono tassate “per trasparenza”: il reddito prodotto dalla società non è tassato in capo alla società stessa, ma viene imputato direttamente a ciascun socio, in proporzione alla sua quota, e tassato come reddito personale. La particolarità, contestata nel caso, è che questa imputazione avviene “indipendentemente dalla percezione”: il socio paga le imposte sulla sua quota di reddito anche se non ha materialmente incassato nulla. Nel caso concreto, una socia accomandante sosteneva di non aver percepito alcun reddito, avendo da anni interrotto ogni rapporto con il marito socio accomandatario e con l’attività, ma l’Agenzia delle entrate le imputava comunque la quota. Il giudice tributario di Udine ha sollevato la questione, dubitando che tassare un reddito non percepito violasse il principio di capacità contributiva. La posta in gioco riguarda la logica stessa della tassazione delle società di persone e i suoi limiti.
La questione di legittimità costituzionale
Era impugnato l’art. 5, comma 1, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (Testo unico delle imposte sui redditi), nella parte in cui attribuisce i redditi della società in accomandita semplice ai soci “indipendentemente dalla percezione”. La questione è stata sollevata dalla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Udine, sezione terza, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 53, primo comma, e 24, secondo comma, della Costituzione (eguaglianza, capacità contributiva e diritto di difesa).
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato la manifesta infondatezza delle questioni. La tassazione per trasparenza, che imputa al socio il reddito della società di persone a prescindere dall’effettiva percezione, non viola il principio di capacità contributiva né gli altri parametri invocati: si tratta di un meccanismo coerente con la natura delle società di persone, in cui il reddito si considera prodotto e attribuito ai soci in ragione della partecipazione. L’art. 5, comma 1, del TUIR resta quindi in vigore.
Il principio
La tassazione per trasparenza delle società di persone, che imputa al socio il reddito a prescindere dalla sua effettiva percezione, è coerente con il principio di capacità contributiva: il reddito si considera prodotto e attribuito al socio in ragione della sua partecipazione alla società.
Domande e risposte
Cosa significa tassazione per trasparenza?
Significa che il reddito della società di persone non è tassato in capo alla società, ma imputato direttamente ai soci in proporzione alla quota e tassato come loro reddito personale.
Perché il socio paga anche se non ha incassato nulla?
Perché il reddito si considera prodotto e attribuito al socio in ragione della partecipazione alla società, indipendentemente dall’effettiva percezione; la Corte ha ritenuto questo meccanismo coerente con la capacità contributiva.
Cosa significa manifesta infondatezza?
È una pronuncia, in forma di ordinanza, con cui la Corte respinge questioni ritenute palesemente prive di fondamento, senza necessità di un’ampia motivazione.
La norma è stata modificata?
No. L’art. 5, comma 1, del TUIR resta in vigore: la tassazione per trasparenza delle società di persone continua ad applicarsi.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione – principio di eguaglianza (primo comma), tra i parametri invocati.
- Art. 24 della Costituzione – diritto di difesa (secondo comma).
- Art. 53 della Costituzione – principio di capacità contributiva, cuore della contestazione.
📄 PDF ufficiale →
Testo integrale con note (Consulta OnLine)
Vedi anche
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.