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Con la sentenza n. 49/2024 la Corte costituzionale ha respinto le censure contro la cosiddetta sugar tax, l’imposta sulle bevande analcoliche edulcorate prevista dalla legge di bilancio 2020.
Di cosa si tratta
La legge di bilancio per il 2020 aveva introdotto un’imposta di consumo sulle bevande analcoliche edulcorate, comunemente nota come sugar tax, con finalita’ sia di gettito sia di salute pubblica (scoraggiare il consumo di zuccheri). L’associazione di categoria degli industriali delle bevande analcoliche e altri operatori hanno impugnato il provvedimento davanti al TAR Lazio, sostenendo che l’imposta fosse irragionevole e contraria al principio di capacita’ contributiva, perche’ colpirebbe in modo selettivo un settore. Il TAR ha sollevato la questione alla Consulta. La pronuncia interessa direttamente produttori e distributori del comparto, ma tocca anche un tema piu’ ampio: quanto e’ libero il legislatore di usare la leva fiscale per orientare i consumi e quali limiti incontra quando l’imposta colpisce un prodotto specifico.
La questione di legittimita’ costituzionale
Era impugnato l’art. 1, commi da 661 a 676, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio 2020), in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione (eguaglianza-ragionevolezza e capacita’ contributiva). La questione e’ stata sollevata dal TAR per il Lazio, sezione seconda.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato non fondata la questione di legittimita’ costituzionale. L’imposta sulle bevande edulcorate e’ stata quindi ritenuta compatibile con la Costituzione e resta in vigore nei termini esaminati.
Il principio
Il legislatore puo’ istituire imposte selettive su determinati prodotti, anche con finalita’ di orientamento dei consumi, senza violare i principi di eguaglianza e capacita’ contributiva, purche’ la scelta non sia manifestamente irragionevole.
Domande e risposte
La sugar tax e’ quindi pienamente legittima?
La Corte ha respinto le censure sollevate, ritenendo l’imposta compatibile con gli artt. 3 e 53 della Costituzione: la disciplina resta valida.
Perche’ colpire solo le bevande zuccherate non e’ discriminatorio?
Secondo la Corte, la selezione di un prodotto specifico rientra nella discrezionalita’ del legislatore quando non e’ manifestamente irragionevole, anche in considerazione delle finalita’ di salute pubblica.
Le imprese del settore possono ancora contestare l’imposta?
Sul piano costituzionale la questione e’ stata decisa in senso sfavorevole; restano semmai possibili contestazioni su profili applicativi diversi da quelli esaminati dalla Corte.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — eguaglianza e ragionevolezza nella scelta dei prodotti tassati.
- Art. 53 della Costituzione — principio di capacita’ contributiva, parametro centrale in materia tributaria.
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Vedi anche
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