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La Corte ha ritenuto non fondata la questione sulla sanzione del codice delle comunicazioni elettroniche per chi non comunica i dati richiesti dalle autorità: l’importo minimo elevato e identico per piccole e grandi imprese non è irragionevole, perché l’ampia «forbice» tra minimo e massimo consente di adeguare la sanzione al caso concreto.

Di cosa si tratta

Le imprese che forniscono servizi di comunicazione elettronica (dai grandi gestori telefonici ai piccoli phone center) devono comunicare alle autorità dati e informazioni. Chi non lo fa rischia una sanzione il cui minimo — dopo un aumento del 2006 — era diventato molto alto. Un piccolo imprenditore lo riteneva sproporzionato e il Tribunale di Livorno ha sollevato la questione.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 98, comma 9, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 (codice delle comunicazioni elettroniche), come modificato dall’art. 2, comma 136, lett. d), del d.l. n. 262/2006, in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost., per l’asserita irragionevolezza e sproporzione del minimo edittale e per il pregiudizio al buon andamento. Rimettente: il Tribunale ordinario di Livorno.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondate le questioni in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost.

Il principio

La severità di una sanzione amministrativa non basta a renderla irragionevole. L’omessa comunicazione dei dati impedisce all’autorità di controllare attività delicate e di rilievo costituzionale; l’ampia forbice edittale (da 15.000 a 1.150.000 euro) consente di calibrare la sanzione anche in base alle dimensioni dell’impresa. L’eventuale aggravio del contenzioso è un mero inconveniente di fatto, non un vizio di costituzionalità.

Domande e risposte

È legittimo applicare la stessa sanzione a piccole e grandi imprese?

Sì: la Corte ha ritenuto che l’ampia forbice tra minimo e massimo permetta già di adeguare la sanzione alla gravità della violazione e alle dimensioni dell’impresa.

Il minimo elevato è sproporzionato per i piccoli operatori?

No, secondo la Corte: la condotta sanzionata (omessa comunicazione di dati) è di particolare rilievo e il minimo non è manifestamente sproporzionato.

L’aumento delle opposizioni in giudizio rende la norma incostituzionale?

No: l’eventuale incremento del contenzioso è un inconveniente di fatto, inidoneo a fondare una violazione del buon andamento dell’amministrazione.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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