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La Corte ha dichiarato manifestamente infondata la questione relativa alla sanzione penale per l’omesso versamento delle ritenute previdenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei dipendenti. Non è irragionevole che il mancato versamento all’INPS sia ancora penalmente sanzionato, pur dopo la depenalizzazione dell’analogo reato fiscale di omesso versamento delle ritenute d’acconto.

Di cosa si tratta

Un datore di lavoro era imputato di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate sulle retribuzioni dei dipendenti, reato previsto dall’art. 2, comma 1-bis, del d.l. n. 463/1983. Il Tribunale di Reggio Emilia sosteneva che, dopo la riforma del 2000 che aveva depenalizzato l’analogo reato fiscale (omesso versamento delle ritenute d’acconto), mantenere la sanzione penale per le ritenute previdenziali fosse irragionevole.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Reggio Emilia ha impugnato l’art. 2, comma 1-bis, del d.l. 12 settembre 1983, n. 463, convertito nella legge 11 novembre 1983, n. 638, in riferimento all’art. 3, primo comma, della Costituzione. La questione è se sia irragionevole sanzionare penalmente l’omesso versamento di ritenute previdenziali quando l’analogo omesso versamento di ritenute fiscali è stato depenalizzato dal d.lgs. n. 74/2000.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta infondatezza. I due reati tutelano interessi distinti (previdenziale e fiscale) e la scelta del legislatore di mantenere la sanzione penale solo per il primo non è irragionevole. L’interesse previdenziale e quello fiscale, pur strutturalmente simili, non sono perfettamente omogenei, e il legislatore è libero di valutare diversamente il loro disvalore penale.

Il principio

Il legislatore può ragionevolmente differenziare il trattamento sanzionatorio tra omesso versamento di ritenute previdenziali e omesso versamento di ritenute fiscali, anche se le condotte presentano struttura analoga. L’interesse degli enti previdenziali alla percezione dei contributi e l’interesse fiscale non sono perfettamente omogenei e la loro tutela penale diversificata non viola l’art. 3 Cost.

Domande e risposte

Qual è la differenza tra ritenute previdenziali e ritenute fiscali ai fini penali?

Le ritenute previdenziali (es. contributi INPS) operano su retribuzioni dei dipendenti e il loro omesso versamento è ancora reato. Le ritenute fiscali d’acconto erano un reato analogo, ma con la riforma del 2000 (d.lgs. n. 74/2000) l’omesso versamento entro soglie non è più penalmente rilevante.

Il datore di lavoro risponde penalmente anche senza dolo?

Il reato richiede la coscienza e volontà di non versare le ritenute operate. Non è sufficiente la mera omissione, ma occorre l’elemento soggettivo del dolo generico.

Esiste una soglia minima per il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali?

Il d.l. n. 463/1983 prevede una soglia: l’omesso versamento deve riguardare somme superiori ai 10.000 euro annui (soglia poi modificata nel tempo da successive normative) per integrare il reato. Al di sotto di tale soglia si applicano sanzioni amministrative.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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