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Con la sentenza n. 200 del 2019 la Corte costituzionale ha risolto il conflitto di attribuzione tra la Regione Calabria e lo Stato, dichiarando che spettava al Consiglio dei ministri nominare il commissario ad acta e il subcommissario per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi della sanità calabrese.
Di cosa si tratta
La Regione Calabria aveva sollevato un conflitto di attribuzione tra enti contro lo Stato, a seguito della delibera del Consiglio dei ministri del 7 dicembre 2018 e del telegramma del Presidente del Consiglio del 6 dicembre 2018, con cui erano stati nominati il commissario ad acta e il subcommissario per attuare il piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario regionale.
La questione di legittimità costituzionale
Si trattava di un conflitto di attribuzione tra enti: la Regione contestava che lo Stato avesse esercitato, con quegli atti, un potere asseritamente lesivo delle proprie competenze in materia di organizzazione sanitaria, rivendicando un proprio ruolo nella scelta del commissario incaricato del rientro dai disavanzi.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato che spettava allo Stato e, per esso, al Consiglio dei ministri nominare il commissario ad acta e il subcommissario per l’attuazione del vigente piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria, nella riunione del 7 dicembre 2018. Il conflitto si è quindi risolto a favore dello Stato.
Il principio
Nell’ambito dei piani di rientro dai disavanzi sanitari delle Regioni, la nomina del commissario ad acta rientra nelle attribuzioni dello Stato, chiamato a garantire l’equilibrio dei conti e il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, anche a fronte delle competenze regionali in materia di organizzazione del servizio sanitario.
Domande e risposte
Chi ha vinto il conflitto, la Regione o lo Stato?
Lo Stato. La Corte ha dichiarato che la nomina del commissario ad acta e del subcommissario spettava al Consiglio dei ministri.
Che cos’è un commissario ad acta per la sanità?
È un soggetto incaricato di attuare il piano di rientro dai disavanzi sanitari di una Regione in difficoltà finanziaria, in sostituzione degli organi regionali per gli atti necessari.
Perché lo Stato può intervenire sulla sanità regionale?
Per assicurare l’equilibrio dei conti pubblici e il rispetto del piano di rientro, esigenze che giustificano i poteri statali di attuazione anche in un settore di competenza regionale.
Norme collegate
- Art. 32 della Costituzione — tutela il diritto alla salute, sullo sfondo dei piani di rientro sanitari.
- Art. 117 della Costituzione — riparto di competenze tra Stato e Regioni in materia di tutela della salute.
- Art. 120 della Costituzione — fonda i poteri sostitutivi dello Stato verso le Regioni.
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