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Con la sentenza n. 77 del 2021 la Corte costituzionale dichiara illegittima la legge del Veneto che consentiva di «regolarizzare» vecchie difformità edilizie tramite SCIA e sanzione pecuniaria. Si trattava di una sanatoria straordinaria che aggirava il principio statale della doppia conformità.

Di cosa si tratta

Quando un edificio è stato realizzato in modo difforme dal progetto autorizzato, la legge statale consente di sanarlo solo a precise condizioni. La più importante è la «doppia conformità»: l’opera deve essere conforme alle regole urbanistiche sia quando è stata costruita, sia quando si chiede la sanatoria. Le Regioni possono dettagliare, ma non scavalcare questi principi.

La questione di legittimità costituzionale

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato gli artt. 1 e 2 della legge della Regione Veneto n. 50 del 2019, che permettevano di regolarizzare opere eseguite in parziale difformità prima del 1977, con aumenti fino a un quinto del volume o della superficie, mediante SCIA e pagamento di una sanzione. Il parametro evocato era l’art. 117, terzo comma, della Costituzione, in relazione alle norme di principio del Testo unico dell’edilizia (artt. 31, 33, 34, 36 e 37 del d.P.R. n. 380 del 2001).

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della legge regionale e, in via consequenziale, anche degli artt. 3, 4, 5 e 6, privi di autonoma portata. Il meccanismo regionale, combinando esonero dalla demolizione e rilascio di un nuovo titolo tramite SCIA, produceva gli effetti di una sanatoria straordinaria senza rispettare la doppia conformità richiesta dalla legge statale.

Il principio

Spettano al legislatore statale le scelte di principio sulla sanatoria edilizia, in particolare l’an, il quando e il quantum. Alle Regioni competono solo l’articolazione e la specificazione di tali scelte. Costituisce principio fondamentale della materia «governo del territorio» la doppia conformità: la SCIA in sanatoria deve attestare la conformità sia al momento della realizzazione, sia a quello della domanda.

Domande e risposte

Che cos’è la «doppia conformità»?

È la regola per cui un’opera può essere sanata solo se è conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia sia quando fu realizzata, sia quando si chiede la sanatoria. La legge veneta non la rispettava.

La Regione sosteneva fosse solo una «fiscalizzazione dell’illecito»: la tesi è stata accolta?

No. La Corte ha rilevato che il meccanismo non si limitava a sostituire la demolizione con una sanzione, ma rilasciava anche un nuovo titolo abilitativo, configurando una vera sanatoria straordinaria.

Cosa succede agli altri articoli della legge?

Sono caduti anch’essi, in via consequenziale, perché privi di portata autonoma una volta annullate le norme principali.

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