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La Corte dichiara manifestamente infondata la questione sull’art. 12 della legge finanziaria 2003 (condono fiscale «rottamazione delle cartelle»), nella parte in cui permetterebbe di estinguere le pene pecuniarie iscritte a ruolo col pagamento ridotto al 25%. La norma non viola la riserva d’amnistia né il diritto di difesa.

Di cosa si tratta

L’art. 12 della legge finanziaria 2003 (l. n. 289/2002), modificato dall’art. 5-bis del d.l. n. 282/2002, consentiva ai debitori di «rottamare» i ruoli fiscali intestati ai concessionari della riscossione fino al 31 dicembre 2000, pagando il 25% dell’importo iscritto. Un condannato con decreto penale aveva utilizzato questa norma per pagare la pena pecuniaria ridotta al 25%, e aveva chiesto al giudice di dichiarare estinta la pena residua. Il GIP di Padova aveva dubitato che tale applicazione fosse legittima.

La questione di legittimità costituzionale

Norma impugnata: art. 12, l. n. 289/2002 (come modificato dal d.l. n. 282/2002), nella parte in cui consentirebbe l’estinzione delle pene pecuniarie mediante pagamento ridotto al 25%. Parametri: art. 79 della Costituzione (riserva d’amnistia al Parlamento con maggioranza qualificata) e art. 24 Cost. (diritto di difesa). Giudice rimettente: GIP del Tribunale di Padova.

La decisione della Corte

La Corte dichiara la manifesta infondatezza della questione. La norma non prevede né un’amnistia né un indulto: si limita a disciplinare le modalità di riscossione dei crediti iscritti a ruolo, materia rientrante nella discrezionalità legislativa ordinaria. Il fatto che tra i crediti riscossi dal concessionario vi siano anche pene pecuniarie non trasforma la norma tributaria in un atto di clemenza ai sensi dell’art. 79 Cost.

Il principio

Una norma che disciplina la «rottamazione» dei ruoli fiscali, applicata anche a pene pecuniarie in quanto crediti erariali affidati ai concessionari, non costituisce amnistia né indulto ai sensi dell’art. 79 della Costituzione e non richiede pertanto la maggioranza qualificata dei due terzi. La riserva costituzionale d’amnistia riguarda i provvedimenti diretti specificamente all’estinzione del reato o della pena.

Domande e risposte

Qual è la differenza tra «rottamazione dei ruoli» e «condono»?

La «rottamazione» è una misura di riscossione agevolata che consente di pagare un debito a condizioni ridotte (es. 25%), rinunciando a more e sanzioni. Il condono è invece una remissione totale o parziale del debito principale. L’amnistia è l’istituto di diritto penale che estingue il reato e le sue conseguenze: richiede la deliberazione del Parlamento con i due terzi dei componenti.

Perché le pene pecuniarie finiscono nei ruoli del concessionario?

Perché le pene pecuniarie non pagate vengono iscritte a ruolo e affidate al concessionario del servizio di riscossione (Equitalia/Agenzia delle entrate-riscossione) per il recupero coattivo, come avviene per i crediti fiscali. Questa natura «esattoriale» della pena aveva dato adito alla confusione con i crediti tributari.

Era possibile usare il condono fiscale per estinguere una condanna penale?

No, secondo la Corte: la norma disciplinava la riscossione dei crediti fiscali in generale e non era specificamente diretta all’estinzione delle pene. I tribunali avrebbero dovuto distinguere i crediti tributari dalle pene pecuniarie nella gestione dei ruoli, non applicando automaticamente la riduzione al 25% anche alle sanzioni penali.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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