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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara non fondate le questioni sull’art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 150/2011 (riduzione e semplificazione dei riti civili), richiamato per alcune controversie: la disciplina non eccede la delega né viola la ragionevolezza.

Di cosa si tratta

Il d.lgs. n. 150/2011 ha ricondotto numerosi procedimenti civili a tre modelli processuali (ordinario, sommario, lavoro) per semplificare il sistema. Il Tribunale di Napoli dubitava della scelta del rito operata per alcune materie tramite il richiamo all’art. 5 del decreto.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Napoli, in composizione collegiale, ha sollevato questioni in riferimento agli artt. 76 e 3 Cost. sull’art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 150/2011, come richiamato dagli artt. 6, comma 7, e 32, comma 3, lamentando un eccesso di delega e un’irragionevolezza nella scelta del modello processuale applicabile.

La decisione della Corte

Riuniti i giudizi, la Corte ha dichiarato non fondate le questioni: la disciplina del rito adottata dal legislatore delegato rientra nei criteri della delega e non è manifestamente irragionevole.

Il principio

La scelta del modello processuale operata in attuazione della delega sulla semplificazione dei riti civili rientra nella discrezionalità del legislatore delegato, purché coerente con i criteri direttivi e non manifestamente irragionevole.

Domande e risposte

Le norme sui riti civili sono state annullate?

No: la Corte ha dichiarato non fondate le questioni, lasciandole in vigore.

Qual era il dubbio del giudice?

Che la scelta del rito applicabile a certe controversie eccedesse la delega o fosse irragionevole.

Che cosa ha risposto la Corte?

Che la disciplina rispetta i criteri della delega e non viola il principio di ragionevolezza.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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