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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 315, comma 3, e 646, comma 1, del codice di procedura penale, sollevata dalle Sezioni unite della Cassazione sul procedimento di riparazione per ingiusta detenzione. La questione era inammissibile per difetto di rilevanza: l’interessato non aveva mai richiesto l’udienza pubblica e non aveva dimostrato un interesse concreto a ottenerla.

Di cosa si tratta

Il procedimento per la riparazione dell’ingiusta detenzione ex art. 315 c.p.p. si svolge davanti alla corte d’appello in camera di consiglio (udienza non pubblica). Le Sezioni unite della Cassazione avevano sollevato la questione se tale regime fosse incompatibile con il diritto a un’udienza pubblica garantito dall’art. 6 CEDU, soprattutto alla luce della sentenza Corte EDU «Lorenzetti c. Italia» del 10 aprile 2012. Il ricorrente aveva subito una detenzione cautelare poi rivelatasi ingiusta e si era visto rigettare la domanda di riparazione.

La questione di legittimità costituzionale

Le Sezioni unite penali della Corte di cassazione hanno impugnato gli artt. 315, comma 3, e 646, comma 1, c.p.p., in riferimento agli artt. 111, primo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, nella parte in cui non consentono che il procedimento di riparazione per ingiusta detenzione si svolga, su istanza degli interessati, nelle forme dell’udienza pubblica.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la questione inammissibile per difetto di rilevanza. Il ricorrente non aveva mai formulato alcuna richiesta di udienza pubblica, nemmeno dopo che il giudizio era stato rimesso alle Sezioni unite per valutare l’incidenza della sentenza Lorenzetti. L’interessato aveva dimostrato di non avere alcun concreto interesse allo svolgimento del giudizio in forma pubblica, rendendo meramente ipotetica la lesione lamentata.

Il principio

La rilevanza della questione di legittimità costituzionale richiede che il rimettente dimostri un interesse concreto e attuale all’applicazione della norma impugnata nel giudizio a quo. Se l’interessato non ha mai richiesto il beneficio che la norma escluderebbe (nel caso, l’udienza pubblica) e non ha dimostrato un interesse concreto ad ottenerla, la questione è priva di rilevanza e deve essere dichiarata inammissibile.

Domande e risposte

Cosa è la riparazione per ingiusta detenzione?

È il rimedio previsto dagli artt. 314-315 c.p.p. che consente a chi è stato sottoposto a custodia cautelare e poi prosciolto (o comunque risultato non colpevole) di ottenere dallo Stato un indennizzo per il periodo di privazione della libertà, a meno che abbia dato causa alla misura con dolo o colpa grave.

Cosa stabilisce la sentenza CEDU «Lorenzetti c. Italia»?

Con sentenza del 10 aprile 2012, la Corte europea ha condannato l’Italia per violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU, ritenendo che il procedimento di riparazione per ingiusta detenzione debba svolgersi, quando richiesto dalle parti, in udienza pubblica. La sentenza Corte cost. n. 214/2013 non ha però potuto esaminare il merito per mancanza di rilevanza nel caso concreto.

Ci sono state pronunce successive sulla pubblicità del procedimento di riparazione?

Sì. La Corte costituzionale è tornata sulla questione con la sentenza n. 109 del 2015, dichiarando l’illegittimità dell’art. 646 c.p.p. nella parte in cui non prevede che il procedimento di riparazione per ingiusta detenzione possa svolgersi in udienza pubblica su richiesta degli interessati.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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