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La Corte dichiara manifestamente inammissibile la questione sollevata dal Tribunale di Genova (sezione lavoro) sull’art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c., nella versione introdotta dal d.lgs. n. 40/2006, che inserisce la «violazione di contratti collettivi nazionali» tra i motivi di ricorso per cassazione. La questione difetta di rilevanza perché il problema poteva essere risolto interpretando il legame con l’art. 420-bis c.p.c.
Di cosa si tratta
Il d.lgs. n. 40/2006 aveva modificato l’art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c., aggiungendo tra i motivi di ricorso in cassazione la «violazione o falsa applicazione di accordi o contratti collettivi di lavoro». Aveva anche introdotto l’art. 420-bis c.p.c., che impone al giudice del lavoro di risolvere in via pregiudiziale le questioni sull’interpretazione di contratti collettivi nazionali con sentenza immediatamente ricorribile in Cassazione, sospendendo il processo principale. Il Tribunale di Genova riteneva entrambe le norme incostituzionali.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale di Genova (sezione lavoro) solevò questione di legittimità dell’art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c. per violazione dell’art. 39 Cost. (autonomia sindacale) e dell’art. 111 Cost. (giusto processo), e dell’art. 420-bis c.p.c. per violazione degli artt. 3, 76 e 111 Cost. (irragionevolezza, eccesso di delega e ragionevole durata del processo).
La decisione della Corte
La Corte dichiara la manifesta inammissibilità della questione relativa all’art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c., ritenendo che il rimettente non avesse adeguatamente valutato le possibili interpretazioni della norma. La questione sull’art. 420-bis diventa conseguentemente priva di oggetto, poiché il Tribunale la aveva definita come dipendente dalla prima.
Il principio
Prima di sollevare questione di legittimità costituzionale su una norma processuale, il giudice rimettente deve verificare se il problema interpretativo possa essere risolto attraverso una lettura sistematica e costituzionalmente orientata. La questione è inammissibile se il giudice non ha esaurito le possibilità di interpretazione conforme.
Domande e risposte
Perché inserire i contratti collettivi tra le fonti ricorribili in Cassazione solleva problemi?
I contratti collettivi non registrati (quasi tutti nella pratica) non sono fonti di diritto oggettivo: vincolano solo gli iscritti ai sindacati firmatari. La loro equiparazione alle leggi ai fini del ricorso per cassazione potrebbe interferire con l’autonomia sindacale garantita dall’art. 39 Cost.
Cos’è l’art. 420-bis c.p.c. e quali problemi crea?
L’art. 420-bis imponeva al giudice del lavoro di decidere con sentenza separata e immediatamente impugnabile le questioni interpretative sui contratti collettivi nazionali, sospendendo il processo principale per mesi o anni nell’attesa della decisione della Cassazione. Ciò allungava enormemente i tempi del giudizio di merito.
Cosa si intende per «eccesso di delega» come vizio di incostituzionalità?
L’eccesso di delega ricorre quando il legislatore delegato (che emette un decreto legislativo) va oltre i limiti fissati dalla legge delega approvata dal Parlamento. Il decreto legislativo che eccede la delega viola l’art. 76 Cost. ed è incostituzionale per difetto di base legislativa.
Norme collegate
- Art. 39 della Costituzione — libertà sindacale e contrattazione collettiva
- Art. 24 della Costituzione — diritto di difesa
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