Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con l’ordinanza n. 213 del 2023 la Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione sulla revoca della patente al custode che circola con il veicolo posto sotto sequestro amministrativo.

Di cosa si tratta

Quando un veicolo viene sottoposto a sequestro amministrativo, può essere affidato in custodia a un soggetto che ha l’obbligo di non utilizzarlo. Il Codice della strada prevede che, se il custode mette comunque in circolazione il veicolo sequestrato, oltre alla sanzione pecuniaria scattano sanzioni accessorie, tra cui la revoca della patente e il trasferimento del veicolo. Nel caso esaminato, il Giudice di pace di Forlì era investito dell’opposizione a un’ordinanza-ingiunzione che, per la guida di un mezzo sotto sequestro, aveva disposto anche la revoca della patente. Il giudice ha dubitato della legittimità costituzionale di questa sanzione accessoria, ritenendola eccessivamente afflittiva rispetto all’effettiva gravità della condotta, e sproporzionata se confrontata con altre violazioni più pericolose per la sicurezza stradale. La Corte, però, non è entrata nel merito, dichiarando la questione manifestamente inammissibile per ragioni di carattere processuale legate al modo in cui era stata posta.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 213, comma 8, del decreto legislativo n. 285 del 1992 (Nuovo codice della strada), come modificato nel 2018, sollevato dal Giudice di pace di Forlì in riferimento all’art. 3 della Costituzione, sotto il profilo della ragionevolezza e della proporzionalità della sanzione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione. Non vi è quindi una pronuncia sul merito: la disciplina della revoca della patente per il custode che circola con il veicolo sequestrato resta in vigore e la sua proporzionalità non è stata esaminata.

Il principio

La manifesta inammissibilità chiude il giudizio per ragioni processuali, senza valutare la fondatezza della censura: la norma resta applicabile e il dubbio di proporzionalità potrà essere riproposto con un’ordinanza di rimessione priva dei vizi rilevati.

Domande e risposte

Chi guida un veicolo sotto sequestro rischia la revoca della patente?

Sì: il Codice della strada prevede, per il custode che mette in circolazione il veicolo sequestrato, sanzioni accessorie tra cui la revoca della patente; la norma resta in vigore.

La Corte ha detto che la sanzione è proporzionata?

No: non ha esaminato il merito, avendo dichiarato la questione manifestamente inammissibile.

Si può riproporre la questione?

Sì, con una nuova ordinanza di rimessione che superi gli ostacoli processuali che hanno determinato l’inammissibilità.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

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Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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