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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte ha ritenuto infondata la questione che chiedeva di estendere alle sanzioni amministrative il principio della retroattività della legge successiva più favorevole: la Costituzione e la CEDU non impongono un’applicazione generalizzata di tale principio a tutte le sanzioni amministrative.

Di cosa si tratta

Si discuteva se il principio del «favor rei» – cioè l’applicazione della legge successiva più favorevole – valido in materia penale dovesse estendersi automaticamente anche agli illeciti amministrativi disciplinati dalla legge n. 689 del 1981.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale ordinario di Como ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1 della legge n. 689 del 1981 (Principio di legalità), in riferimento agli artt. 3 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione agli artt. 6 e 7 della CEDU, nella parte in cui non prevede l’applicazione della legge successiva più favorevole agli autori degli illeciti amministrativi.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondata la questione. Non esiste un vincolo costituzionale o convenzionale che imponga di estendere in via generale alle sanzioni amministrative la regola della retroattività della legge più favorevole, propria della materia penale; spetta al legislatore valutare, settore per settore, se introdurre tale principio.

Il principio

La retroattività della legge più favorevole non costituisce un principio costituzionalmente imposto, in via generalizzata, per tutte le sanzioni amministrative: la sua estensione resta affidata alle scelte discrezionali del legislatore, salvi i casi in cui la sanzione abbia natura sostanzialmente penale.

Domande e risposte

Il «favor rei» vale per tutte le sanzioni amministrative?

No: secondo la Corte non vi è un obbligo costituzionale di estendere in via generale la retroattività della legge più favorevole agli illeciti amministrativi.

Chi può introdurre quella retroattività?

Il legislatore, con scelte discrezionali settore per settore, valutando la natura delle sanzioni.

La CEDU impone l’applicazione del principio?

Non in via generalizzata per ogni sanzione amministrativa: la garanzia opera soprattutto per le sanzioni di natura sostanzialmente penale.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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