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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente infondata la questione sull’obbligo di indicare il responsabile del procedimento negli atti dei concessionari della riscossione (art. 7, comma 2, lett. a, legge n. 212/2000). L’obbligo non contrasta con gli artt. 3 e 97 Cost., poiché risponde a finalità di trasparenza applicabili anche ai soggetti privati che svolgono funzioni di riscossione pubblica.

Di cosa si tratta

La Commissione tributaria regionale del Veneto aveva dubitato della legittimità dell’art. 7, comma 2, lett. a, dello Statuto dei diritti del contribuente (l. n. 212/2000), che impone ai concessionari della riscossione di indicare nelle cartelle di pagamento il responsabile del procedimento. La questione era sorta nel giudizio relativo a una cartella ICI notificata al contribuente Giuseppe Faedo dal Comune di Chiampo.

La questione di legittimità costituzionale

Norma impugnata: art. 7, comma 2, lettera a), legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente), nella parte in cui prevede l’indicazione obbligatoria del responsabile del procedimento negli atti dei concessionari della riscossione. Parametri: artt. 3, primo comma, e 97 Cost. Giudice rimettente: Commissione tributaria regionale del Veneto, ordinanza dell’11 gennaio 2006.

La decisione della Corte

Manifesta infondatezza. L’obbligo di indicare il responsabile del procedimento risponde al principio di trasparenza dell’azione amministrativa e si inserisce in una logica garantistica che può legittimamente essere estesa anche ai soggetti privati incaricati della riscossione. Non vi è né violazione dell’uguaglianza né del buon andamento della pubblica amministrazione.

Il principio

L’estensione ai concessionari privati della riscossione dell’obbligo di indicare il responsabile del procedimento è coerente con i principi di trasparenza e di tutela del contribuente; la questione sull’art. 7, comma 2, lett. a, l. n. 212/2000 è manifestamente infondata rispetto agli artt. 3 e 97 Cost.

Domande e risposte

Perché è obbligatorio indicare il responsabile del procedimento nella cartella di pagamento?

La legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente) impone questa indicazione per consentire al contribuente di sapere a chi rivolgersi per chiarimenti e per esercitare il diritto di accesso agli atti. L’obbligo vale anche per i concessionari privati della riscossione.

La mancata indicazione del responsabile del procedimento rende nulla la cartella?

La questione di nullità non era oggetto di questa ordinanza, che si è limitata a dichiarare manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della norma che impone tale obbligo.

Lo Statuto del contribuente si applica anche ai concessionari privati?

Sì. La Corte ha confermato che le regole procedimentali dello Statuto possono estendersi ai soggetti privati che svolgono funzioni di riscossione di crediti pubblici, coerentemente con la finalità garantistica della legge n. 212/2000.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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