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Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Materia: IVA / regime del margine dei beni usati · Riferimento: Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza 16 luglio 2025, n. 19725

In sintesi
  • Nel regime del margine (beni usati, oggetti d’arte, d’antiquariato) l’IVA si applica solo sulla differenza tra prezzo di vendita e prezzo d’acquisto.
  • Le spese accessorie relative alla vendita del bene non si sommano al prezzo d’acquisto: non riducono il margine imponibile e seguono il regime IVA ordinario.
  • Rilevano, ad aumento del prezzo d’acquisto, solo i costi accessori e di riparazione inerenti all’acquisto o alla sistemazione del bene (perizie, intermediazione, trasporto).

Il caso

Un operatore che applica il regime del margine include nel calcolo, ad abbattimento del margine imponibile, anche le spese accessorie sostenute per la vendita dei beni. L’Agenzia delle Entrate contesta il criterio; la controversia giunge in Cassazione.

La decisione

La Corte accoglie la tesi dell’Amministrazione. Ai fini dell’art. 36 del D.L. 41/1995, il margine è dato dalla differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo d’acquisto, quest’ultimo aumentato delle sole spese di riparazione e accessorie riferibili alla fase di acquisizione o di sistemazione del bene. Vi rientrano, secondo la prassi (circ. 177/1995), oneri come spese di perizia, di intermediazione (notarili, di agenzia) e di trasporto.

Restano invece escluse le spese relative alla vendita del bene, nonché le spese generali di amministrazione e gestione: esse non possono essere computate ad aumento del prezzo d’acquisto e dunque non riducono il margine, scontando l’IVA secondo il regime ordinario.

Il principio di diritto

Nel regime del margine il prezzo d’acquisto può essere incrementato delle sole spese accessorie e di riparazione inerenti all’acquisizione o alla sistemazione del bene; le spese relative alla vendita e le spese generali non concorrono alla determinazione del margine imponibile.

Implicazioni pratiche

Chi opera nel commercio di beni usati (auto, preziosi, oggetti d’arte) deve distinguere con cura i costi: quelli legati all’acquisto/sistemazione del bene abbattono il margine; quelli legati alla vendita (e le spese generali) no. Un’imputazione errata gonfia indebitamente i costi e riduce il margine, esponendo a recupero d’imposta e sanzioni. Utile tenere una contabilità analitica per singolo bene o per il metodo globale. Approfondimenti nella sezione IVA.

Domande frequenti

Quali spese riducono il margine imponibile?

Solo le spese accessorie e di riparazione inerenti all’acquisto o alla sistemazione del bene (perizie, intermediazione, trasporto), che si sommano al prezzo d’acquisto.

Le spese di vendita abbattono il margine?

No. Le spese relative alla vendita e le spese generali di gestione non si computano nel margine e seguono il regime IVA ordinario.

Fonti

Avvertenza. Contenuto informativo e divulgativo, non costituisce consulenza legale o tributaria. I principi giurisprudenziali vanno sempre verificati nella versione aggiornata e calati nel caso concreto con l’assistenza di un professionista abilitato.

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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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