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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 31/2025 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il requisito dei dieci anni di residenza in Italia per accedere al reddito di cittadinanza, riducendolo a cinque.

Di cosa si tratta

Il reddito di cittadinanza, in vigore dal 2019, richiedeva tra i requisiti di accesso che il richiedente fosse residente in Italia da almeno dieci anni. La Corte d’appello di Milano, sezione lavoro, in una causa contro l’INPS, dubitava della legittimità di una soglia così elevata: dieci anni di residenza apparivano un requisito sproporzionato per una misura di contrasto alla povertà, rischiando di escludere persone in stato di reale bisogno solo per la durata della loro permanenza in Italia. Il tema è quello dell’uguaglianza nell’accesso alle prestazioni sociali e della ragionevolezza dei requisiti che il legislatore può imporre. La pronuncia ha effetti pratici su chi era stato escluso dalla misura per non raggiungere i dieci anni di residenza.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 2, comma 1, lettera a), numero 2), del decreto-legge n. 4 del 2019, nella parte in cui richiedeva dieci anni di residenza per il reddito di cittadinanza. La Corte d’appello di Milano lamentava, fra l’altro, il contrasto con gli artt. 3 e 38 della Costituzione: uguaglianza e ragionevolezza e diritto all’assistenza sociale.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma nella parte in cui prevedeva la residenza «per almeno 10 anni», anziché «per almeno 5 anni». Ha invece dichiarato inammissibili le ulteriori questioni riferite al diritto dell’Unione europea. Il requisito di residenza è così ridotto a cinque anni.

Il principio

Subordinare una misura di contrasto alla povertà a un requisito di residenza decennale è irragionevole e sproporzionato: il requisito va contenuto entro un termine ragionevole, individuato in cinque anni.

Domande e risposte

Quanti anni di residenza servono ora per il reddito di cittadinanza?

La Corte ha ridotto il requisito da dieci a cinque anni di residenza in Italia.

Chi era stato escluso può ottenere qualcosa?

La dichiarazione di illegittimità incide sui rapporti non definitivi; le concrete conseguenze dipendono dalle regole del contenzioso e dalla situazione di ciascuno.

Perché dieci anni erano troppi?

Perché per una misura volta a contrastare la povertà un requisito di residenza così lungo è sproporzionato e finisce per escludere persone in reale stato di bisogno.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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