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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 54/2024 la Corte costituzionale ha respinto e dichiarato in parte inammissibili le censure penali sollevate sul reddito di cittadinanza, salvando l’impianto delle regole di accesso.

Di cosa si tratta

Il reddito di cittadinanza, introdotto nel 2019, prevedeva requisiti rigorosi di accesso e sanzioni penali per chi forniva dichiarazioni o documentazioni false od omesse al fine di ottenere il beneficio. In un procedimento penale a Foggia, il giudice dell’udienza preliminare ha dubitato della legittimita’ costituzionale di alcune di queste norme, ritenendo eccessivo il trattamento sanzionatorio e dubbia la coerenza con i principi penali. La questione tocca un nodo concreto: fino a che punto lo Stato puo’ irrigidire l’accesso a una misura di contrasto alla poverta’ e punire le irregolarita’ dichiarative. In gioco c’erano sia le garanzie di chi e’ imputato per aver tentato di accedere al beneficio, sia la tenuta complessiva di uno strumento di sostegno destinato alle fasce piu’ fragili.

La questione di legittimita’ costituzionale

Erano impugnati gli artt. 3, comma 11, e 7, commi 1 e 2, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (reddito di cittadinanza e pensioni), convertito nella legge n. 26 del 2019, in riferimento agli artt. 2, 3, 25 e 27 della Costituzione. La questione e’ stata sollevata dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Foggia.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibili le questioni riferite agli artt. 2 e 27 della Costituzione e non fondate quelle riferite all’art. 25 e all’art. 3, secondo comma, della Costituzione. Le regole sull’accesso al beneficio e sulle relative sanzioni non sono state quindi rimosse.

Il principio

Le condizioni di accesso e le sanzioni dichiarative previste per il reddito di cittadinanza rientrano nella discrezionalita’ del legislatore e non violano, nei termini prospettati, i principi costituzionali in materia penale e di solidarieta’.

Domande e risposte

La sentenza ha abolito qualche regola del reddito di cittadinanza?

No. La Corte ha respinto o dichiarato inammissibili tutte le censure: le norme impugnate restano in vigore nei termini esaminati.

Perche’ alcune questioni sono state dichiarate inammissibili?

L’inammissibilita’ riguarda i profili sollevati in riferimento agli artt. 2 e 27 della Costituzione: la Corte non ha potuto esaminarli nel merito per ragioni processuali e di formulazione.

Cosa significa “non fondata” per il cittadino comune?

Significa che la Corte ha valutato il merito della questione e ha ritenuto la norma compatibile con la Costituzione: la disciplina resta valida e applicabile.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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