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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 202 del 2023 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi gli articoli del codice di procedura civile nella parte in cui non consentivano di reclamare il rigetto della richiesta di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite.

Di cosa si tratta

La consulenza tecnica preventiva di cui all’art. 696-bis del codice di procedura civile è uno strumento che permette, prima della causa, di far accertare da un consulente tecnico i fatti e le possibili responsabilità, con l’obiettivo di favorire una conciliazione ed evitare il processo. Nel caso esaminato, un giudice aveva rigettato il ricorso con cui una parte chiedeva la nomina del consulente. Il problema: per i provvedimenti cautelari l’art. 669-terdecies cod. proc. civ. prevede il reclamo, cioè un riesame davanti a un altro giudice; ma per il rigetto della consulenza preventiva conciliativa la legge non prevedeva alcun rimedio. Chi si vedeva respingere la richiesta non poteva quindi farla riesaminare, a differenza di quanto accade per gli altri provvedimenti dello stesso tipo. Il Tribunale di Roma ha ritenuto questa disparità irragionevole e lesiva del diritto di difesa, sollevando la questione davanti alla Corte costituzionale.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale ordinario di Roma ha impugnato gli artt. 669-quaterdecies e 695 cod. proc. civ. in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, nella parte in cui non consentivano di proporre il reclamo previsto dall’art. 669-terdecies cod. proc. civ. contro il provvedimento di rigetto del ricorso per la nomina del consulente tecnico preventivo ex art. 696-bis cod. proc. civ.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 669-quaterdecies e 695 cod. proc. civ., nella parte in cui non consentono di proporre il reclamo, previsto dall’art. 669-terdecies cod. proc. civ., avverso il provvedimento che rigetta il ricorso per la nomina del consulente tecnico preventivo ai fini della composizione della lite (art. 696-bis cod. proc. civ.). Viene così colmata la lacuna che lasciava senza rimedio chi si vedeva respingere la richiesta.

Il principio

Anche il rigetto della consulenza tecnica preventiva a fini conciliativi deve poter essere reclamato come gli altri provvedimenti cautelari: negare il riesame creava una disparità di trattamento ingiustificata e comprimeva il diritto di difesa.

Domande e risposte

Che cos’è la consulenza tecnica preventiva ex art. 696-bis?

È un accertamento tecnico richiesto prima della causa per verificare fatti e responsabilità e tentare una conciliazione; se le parti si accordano, si evita il processo.

Cosa cambia con questa sentenza?

Chi si vede rigettare la richiesta di nomina del consulente può ora proporre reclamo, ottenendo il riesame del provvedimento da parte di un altro giudice, come già avviene per i provvedimenti cautelari.

Perché prima non era possibile reclamare?

Le norme sul reclamo cautelare non erano ritenute applicabili a questo rigetto, lasciando la parte senza strumenti di impugnazione: una lacuna che la Corte ha giudicato incostituzionale.

Questo vale anche per l’accoglimento della richiesta?

La sentenza riguarda specificamente il provvedimento di rigetto del ricorso per la nomina del consulente: è quel diniego che ora diventa reclamabile.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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