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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 201 del 2023 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l’art. 69, quarto comma, del codice penale nella parte in cui vietava di far prevalere l’attenuante per la collaborazione nei reati di stupefacenti sulla recidiva reiterata.

Di cosa si tratta

Nel diritto penale, quando in un reato concorrono circostanze attenuanti e aggravanti, il giudice effettua un “bilanciamento” per stabilire quali prevalgano e calibrare la pena. L’art. 69, quarto comma, cod. pen. vietava però, per chi è recidivo reiterato (art. 99, quarto comma, cod. pen.), di far prevalere alcune attenuanti. Tra queste rientrava l’attenuante prevista dall’art. 74, comma 7, del testo unico sugli stupefacenti, riconosciuta a chi, nei reati associativi legati al traffico di droga, si dissocia e collabora concretamente con l’autorità per sottrarre risorse all’associazione. Il GUP del Tribunale di Napoli, giudicando alcuni imputati per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, ha osservato che il divieto produceva un effetto irragionevole: a un collaboratore recidivo poteva essere inflitta una pena uguale o superiore a quella di chi non aveva collaborato affatto, svuotando di senso l’incentivo premiale che la legge riconosce alla collaborazione.

La questione di legittimità costituzionale

Il GUP del Tribunale di Napoli ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione, la questione di legittimità dell’art. 69, quarto comma, cod. pen., nella parte in cui vietava la prevalenza dell’attenuante di cui all’art. 74, comma 7, t.u. stupefacenti sulla recidiva reiterata dell’art. 99, quarto comma, cod. pen.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, cod. pen., nella parte in cui prevedeva il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 74, comma 7, t.u. stupefacenti sulla recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, cod. pen. Il giudice può quindi ora far prevalere l’attenuante per la collaborazione anche a favore del recidivo reiterato.

Il principio

Il divieto rigido di prevalenza dell’attenuante per la collaborazione svuotava la funzione premiale della norma e poteva condurre a pene irragionevoli e contrarie alla finalità rieducativa: spetta al giudice valutare in concreto il peso della collaborazione nel bilanciamento con la recidiva.

Domande e risposte

Che cos’è il bilanciamento tra circostanze?

È l’operazione con cui il giudice, in presenza di attenuanti e aggravanti, stabilisce quali prevalgano o se si equivalgano, così determinando l’incidenza sulla pena.

Che cosa premia l’attenuante dell’art. 74, comma 7, t.u. stupefacenti?

Premia chi, nei reati associativi legati al traffico di droga, si adopera per evitare conseguenze ulteriori del reato o per assicurare le prove e sottrarre risorse all’associazione: una collaborazione concreta con la giustizia.

Perché il divieto era irragionevole?

Perché impedendo all’attenuante di prevalere sulla recidiva poteva portare a punire allo stesso modo, o più severamente, chi aveva collaborato rispetto a chi non lo aveva fatto, annullando l’incentivo alla collaborazione.

La recidiva sparisce dal calcolo della pena?

No. La Corte non elimina la recidiva: restituisce al giudice la possibilità di farvi prevalere l’attenuante per la collaborazione, valutando caso per caso, senza un automatico divieto.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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