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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione sul divieto di pignoramento dei compensi del lavoratore autonomo (agente di commercio) quando costituiscono la sua unica fonte di reddito. La questione era mal formulata perché richiedeva alla Corte un intervento additivo in materia riservata al legislatore.

Di cosa si tratta

Il giudice dell’esecuzione del Tribunale di Como aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 1 del d.P.R. n. 180/1950 (testo unico sul pignoramento di stipendi e pensioni dei dipendenti pubblici) e dell’art. 1 del d.P.R. n. 895/1950 (relativo regolamento). Il caso riguardava un agente di commercio i cui compensi erano stati pignorati dal concessionario della riscossione: poiché si trattava dell’unica fonte di reddito del debitore, il giudice aveva ritenuto che il mancato divieto di pignoramento fosse incostituzionale.

La questione di legittimità costituzionale

Norme impugnate: art. 1 d.P.R. n. 180/1950 e art. 1 d.P.R. n. 895/1950, nella parte in cui non prevedono il divieto di pignoramento dei compensi del lavoratore autonomo costituenti la sua unica fonte di reddito. Parametri: artt. 3 e 36 Cost. Giudice rimettente: giudice dell’esecuzione del Tribunale di Como, ordinanza del 20 novembre 2006.

La decisione della Corte

Manifesta inammissibilità. La Corte ha rilevato che la questione era formulata in modo tale da richiedere un intervento additivo discrezionale: il rimettente non aveva indicato quale norma la Corte avrebbe dovuto introdurre nel sistema, lasciando aperte troppe opzioni legislative. Tale tipo di domanda non è ammissibile nel giudizio di legittimità costituzionale.

Il principio

La questione di legittimità costituzionale è inammissibile quando il rimettente chiede alla Corte un intervento additivo in una materia in cui la scelta tra più soluzioni possibili spetta al legislatore; in tale caso la questione è a rime obbligate mancanti e non può essere decisa dalla Corte.

Domande e risposte

I compensi del lavoratore autonomo sono pignorabili integralmente?

In linea generale sì, salvo i limiti previsti dalla legge per specifiche categorie. La tutela del minimo vitale applicabile agli stipendi dei dipendenti pubblici non è automaticamente estesa ai lavoratori autonomi, e la Corte ha ritenuto che spetti al legislatore colmare eventuale lacune in materia.

Cosa significa «questione a rime obbligate mancanti»?

Un’espressione tecnica della giurisprudenza costituzionale: la questione è ammissibile quando vi è un’unica soluzione costituzionalmente obbligata (come estendere per analogia una norma già esistente). Quando invece il legislatore avrebbe più opzioni tra cui scegliere, la Corte non può sostituirsi a lui.

Qual è la tutela del debitore esecutato nel pignoramento di crediti?

Il codice di procedura civile prevede limiti al pignoramento (ad es. art. 545 c.p.c. per salari e pensioni), ma tali limiti non si applicano automaticamente ai lavoratori autonomi. La questione di un’adeguata protezione del minimo vitale per i lavoratori autonomi è rimessa alla discrezionalità del legislatore.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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