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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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Con l’ordinanza n. 50 del 2016 la Corte costituzionale dichiara manifestamente infondata la questione sull’esclusione del patteggiamento nel procedimento penale davanti al giudice di pace. Le peculiarità di quel rito giustificano la scelta del legislatore.

Di cosa si tratta

Davanti al giudice di pace non è ammessa l’applicazione della pena su richiesta delle parti (il cosiddetto patteggiamento). Un imputato di lesioni colpose ne chiedeva l’accesso, ma la norma lo impediva: il giudice dubitava che tale esclusione fosse compatibile con la Costituzione.

La questione di legittimità costituzionale

Il Giudice di pace di Termini Imerese ha sollevato la questione sull’art. 2 del d.lgs. n. 274 del 2000, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui esclude l’applicazione della pena su richiesta delle parti nel procedimento davanti al giudice di pace.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione, richiamando il proprio costante orientamento: il procedimento davanti al giudice di pace ha caratteri peculiari (semplificazione, reati minori, ruolo della persona offesa, finalità conciliative, apparato sanzionatorio autonomo) che lo rendono non comparabile con il procedimento ordinario e giustificano l’esclusione dei riti alternativi.

Il principio

L’esclusione del patteggiamento davanti al giudice di pace non viola né il principio di eguaglianza né il diritto di difesa: è frutto di una scelta non irragionevole del legislatore, coerente con la specialità di un rito improntato alla conciliazione e al costante coinvolgimento della persona offesa.

Domande e risposte

Perché non si può patteggiare davanti al giudice di pace?

Perché la legge esclude i riti alternativi in un procedimento che ha caratteri peculiari, orientato alla conciliazione tra le parti e con un apparato sanzionatorio autonomo, non comparabile con quello ordinario.

Questa esclusione viola il principio di eguaglianza?

No: secondo la Corte le situazioni non sono comparabili e la scelta del legislatore è ragionevole, sicché non vi è ingiustificata disparità di trattamento né lesione del diritto di difesa.

È una decisione isolata?

No: la Corte ha richiamato precedenti conformi (ordinanze n. 28 del 2007, n. 312 e n. 228 del 2005) che avevano già escluso il contrasto con gli artt. 3 e 24 Cost.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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