Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con l’ordinanza n. 183 del 2020 la Corte costituzionale ha ordinato la restituzione degli atti al Magistrato di sorveglianza di Lecce, che aveva censurato l’art. 4-bis dell’ordinamento penitenziario sul regime ostativo per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, affinché riesaminasse la questione alla luce della sopravvenuta giurisprudenza costituzionale.

Di cosa si tratta

L’art. 4-bis, comma 1, della legge n. 354 del 1975 (ordinamento penitenziario) subordina la concessione dei benefici penitenziari, come il permesso premio, alla collaborazione del condannato con la giustizia per una serie di reati cosiddetti ostativi, tra cui il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La questione di legittimità costituzionale

Il Magistrato di sorveglianza di Lecce aveva sollevato questioni di legittimità costituzionale dell’art. 4-bis, comma 1, dell’ordinamento penitenziario, in riferimento agli artt. 3, 25, secondo comma, 27 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’art. 7 CEDU, lamentando l’applicazione retroattiva del regime ostativo e l’irragionevolezza dell’inclusione di quel reato nel catalogo.

La decisione della Corte

La Corte non ha deciso nel merito: ha ordinato la restituzione degli atti al giudice rimettente, perché nelle more era intervenuta la sentenza n. 32 del 2020, che aveva inciso sulla materia del regime intertemporale dei reati ostativi, imponendo al rimettente una nuova valutazione di rilevanza e non manifesta infondatezza.

Il principio

Il sopraggiungere di una pronuncia della Corte costituzionale che muta il quadro normativo o interpretativo di riferimento impone la restituzione degli atti al giudice rimettente, perché verifichi se le questioni sollevate mantengano rilevanza e non manifesta infondatezza alla luce del nuovo contesto.

Domande e risposte

Cosa significa restituzione degli atti?

La Corte non decide la questione ma rimette il fascicolo al giudice che l’aveva sollevata, affinché ne riveda i presupposti alla luce di un mutamento normativo o giurisprudenziale sopravvenuto.

Quale fatto nuovo ha determinato la restituzione?

La sentenza n. 32 del 2020 della stessa Corte costituzionale, intervenuta sul tema dell’applicazione nel tempo del regime ostativo dell’art. 4-bis.

Cos’è il permesso premio?

È un beneficio penitenziario che consente al detenuto, a determinate condizioni, di trascorrere periodi fuori dal carcere; per i reati ostativi richiede di regola la collaborazione con la giustizia.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.