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La Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione relativa all’art. 157, comma 8-bis, c.p.p., che impone di notificare all’imputato non detenuto tutti gli atti processuali successivi al primo presso il difensore di fiducia. La norma è legittima perché bilancia il diritto di difesa con la speditezza del processo, valorizzando il rapporto fiduciario tra imputato e difensore.

Di cosa si tratta

L’art. 157, comma 8-bis, del codice di procedura penale — introdotto nel 2005 — stabilisce che, dopo la prima notifica, tutti i successivi atti processuali destinati all’imputato non detenuto (compreso il decreto di citazione a giudizio) vengano consegnati direttamente al suo difensore di fiducia. Il Tribunale di Firenze dubitava che questa regola comprimesse il diritto dell’imputato a essere informato personalmente dei propri procedimenti.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Firenze (con due ordinanze del 2005 e del 2006) ha sollevato questione di legittimità dell’art. 157, comma 8-bis, c.p.p., in riferimento agli artt. 111, terzo comma, e 24 della Costituzione, nella parte in cui prevede che la notificazione degli atti successivi al primo sia eseguita al difensore di fiducia anche per il decreto di citazione a giudizio.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la questione non fondata. La norma risponde all’esigenza di bilanciare diritto di difesa e speditezza processuale. La nomina di un difensore di fiducia fa sorgere in capo a quest’ultimo un obbligo di continua e doverosa informazione verso il proprio cliente, così da garantire la piena conoscenza degli atti e delle fasi del procedimento. Il primo atto resta notificato nelle forme ordinarie, e la scelta non è arbitraria né sproporzionata.

Il principio

La notificazione degli atti processuali al difensore di fiducia dell’imputato non detenuto è costituzionalmente legittima: il rapporto fiduciario tra assistito e avvocato comporta un obbligo di informazione che tutela il diritto di difesa in modo equivalente alla notifica personale, senza violare né l’art. 111 né l’art. 24 Cost.

Domande e risposte

Perché le notifiche successive alla prima vengono inviate al difensore e non all’imputato?

Per semplificare la procedura e contrastare comportamenti dilatori: una volta nominato il difensore di fiducia, è ragionevole che questi sia il punto di riferimento per tutte le comunicazioni processuali successive.

L’imputato rischia di non sapere nulla del proprio processo?

No. Il difensore di fiducia ha l’obbligo professionale di informare costantemente il proprio cliente sugli atti e sulle fasi del procedimento. Questo obbligo è parte integrante del mandato fiduciario.

La regola vale anche per il decreto di citazione a giudizio?

Sì. La Corte ha confermato che la notifica del decreto di citazione a giudizio presso il difensore di fiducia è compatibile con la Costituzione, purché il primo atto del procedimento sia stato notificato all’imputato nelle forme ordinarie.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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