Testo dell'articoloIn aggiornamento
📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale
La Corte dichiara in parte inammissibili e in parte non fondate le questioni sull’art. 248, comma 2, del d.P.R. n. 115 del 2002 in tema di notifica dell’invito al pagamento del contributo unificato presso il domicilio eletto.
Di cosa si tratta
Chi elegge domicilio in un giudizio riceve a quell’indirizzo gli atti relativi, compreso l’invito a pagare il contributo unificato. La Commissione tributaria di Messina dubitava che questa modalità di notifica fosse compatibile con il diritto di difesa e il giusto processo, specie quando l’omessa comunicazione del domiciliatario comporta forti aumenti dell’importo dovuto.
La questione di legittimità costituzionale
Era impugnato l’art. 248, comma 2, del d.P.R. n. 115 del 2002 (testo unico spese di giustizia), in riferimento agli artt. 3, 24, 97, secondo comma, e 111 della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Messina.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato inammissibili le questioni sollevate in riferimento agli artt. 24 e 111 Cost. e non fondate quelle riferite agli artt. 3 e 97, secondo comma, Cost.
Il principio
La notifica presso il domicilio eletto si fonda su una presunzione non implausibile di conoscenza effettiva dell’atto e contempera in modo ragionevole le garanzie del destinatario, il suo onere di diligenza e l’efficienza dell’amministrazione; l’eventuale omessa comunicazione da parte del domiciliatario è un mero inconveniente di fatto, inidoneo a fondare l’illegittimità costituzionale.
Domande e risposte
È legittimo notificare l’invito al pagamento al domicilio eletto?
Sì. La Corte ha ritenuto la disciplina conforme a Costituzione, fondata su una presunzione ragionevole di conoscenza.
Cosa succede se il domiciliatario non avvisa l’interessato?
Si tratta di un inconveniente di mero fatto, che non rende incostituzionale la norma: grava sul destinatario l’onere di informarsi presso il domiciliatario di fiducia.
Tutte le censure sono state respinte allo stesso modo?
No. Quelle sugli artt. 24 e 111 Cost. sono state dichiarate inammissibili, quelle sugli artt. 3 e 97 Cost. non fondate.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — Parametro di ragionevolezza/eguaglianza su cui le questioni sono state ritenute non fondate
- Art. 24 della Costituzione — Parametro sul diritto di difesa, su cui la questione è stata dichiarata inammissibile
- Art. 97 della Costituzione — Secondo comma: buon andamento della pubblica amministrazione, censura non fondata
- Art. 111 della Costituzione — Parametro sul giusto processo, su cui la questione è stata dichiarata inammissibile
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.