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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente infondate le questioni sulla notifica «diretta» a mezzo posta degli atti impositivi e delle cartelle: anche senza le garanzie aggiuntive della legge n. 890/1982, la consegna del plico raccomandato assicura un livello sufficiente di conoscibilità dell’atto e non viola il diritto di difesa.

Di cosa si tratta

Molti atti del fisco (avvisi di accertamento, cartelle di pagamento per tributi erariali e locali) possono essere notificati direttamente con una semplice raccomandata con avviso di ricevimento, senza l’intervento dell’ufficiale giudiziario e senza le formalità più rigorose previste per le notifiche «ordinarie». Un contribuente aveva contestato questa modalità sostenendo che indebolisse troppo le sue garanzie. La Commissione tributaria regionale della Campania ha così investito la Corte.

La questione di legittimità costituzionale

Erano impugnati l’art. 14 della legge 20 novembre 1982, n. 890 e l’art. 1, comma 161, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, nella parte in cui ammettono la notifica diretta a mezzo posta degli atti impositivi e dei ruoli senza le modalità di garanzia della legge n. 890/1982. Parametri evocati: artt. 3, 24, 23, 97, 111 e 11 Cost. (quest’ultimo in relazione all’art. 6 CEDU). Giudice rimettente: la Commissione tributaria regionale della Campania.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta infondatezza di tutte le questioni, richiamando la propria sentenza n. 175 del 2018 che aveva già ritenuto legittima la notifica diretta delle cartelle: con la consegna del plico al destinatario o a chi sia legittimato a riceverlo si raggiunge un sufficiente livello di conoscibilità dell’atto, senza superare il «limite inderogabile» della discrezionalità del legislatore né compromettere il diritto di difesa.

Il principio

La disciplina speciale e semplificata della riscossione risponde all’esigenza, di rilievo costituzionale, di assicurare con regolarità le risorse alla finanza pubblica. Il contribuente che, senza sua colpa, non abbia avuto effettiva conoscenza dell’atto può comunque chiedere la rimessione in termini (art. 153, secondo comma, cod. proc. civ., anche in applicazione estensiva dell’art. 6 dello Statuto del contribuente).

Domande e risposte

Il fisco può notificare la cartella con una semplice raccomandata?

Sì. La Corte ha confermato che la notifica diretta a mezzo posta, senza ufficiale giudiziario, è legittima sia per i tributi erariali sia per quelli locali.

Vengono meno le garanzie del contribuente?

No: la consegna del plico raccomandato garantisce un livello sufficiente di conoscibilità. La Corte ha ritenuto non violati né il diritto di difesa né gli altri parametri invocati.

Cosa può fare chi non ha ricevuto effettivamente l’atto?

Può chiedere la rimessione in termini per impugnare l’atto, provando di non averne avuto conoscenza per causa a lui non imputabile; la valutazione spetta al giudice della controversia.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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