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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione sollevata dalla Corte d’appello di Milano sul combinato disposto dell’art. 82 del r.d. n. 37/1934 e dell’art. 330 c.p.c., nella parte in cui consentono la notifica dell’atto di citazione in appello al procuratore domiciliato presso la cancelleria. Il rimettente non aveva motivato adeguatamente sulla rilevanza.

Di cosa si tratta

In un giudizio di appello, la citazione era stata notificata al procuratore costituito di controparte presso la cancelleria del Tribunale di primo grado, anziché al suo domicilio effettivo, perché l’avvocato esercitava fuori dalla circoscrizione del Tribunale e non aveva eletto domicilio nella sede di causa. La Corte d’appello di Milano aveva sollevato questione ritenendo che questa modalità di notifica fosse incostituzionale.

La questione di legittimità costituzionale

Questione di legittimità costituzionale del combinato disposto dell’art. 82 del r.d. 22 gennaio 1934, n. 37, e dell’art. 330 del codice di procedura civile, sollevata dalla Corte di appello di Milano in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità: l’ordinanza di rimessione non spiegava adeguatamente perché la questione fosse rilevante e non manifestamente infondata, limitandosi a paventare un possibile problema senza argomentare compiutamente.

Il principio

Una questione di legittimità costituzionale è manifestamente inammissibile quando il giudice rimettente non illustra con sufficiente chiarezza le ragioni della rilevanza e della non manifesta infondatezza, lasciando alla Corte il compito di supplire alle carenze motivazionali.

Domande e risposte

Cosa significa notificare un atto al procuratore domiciliato in cancelleria?

Quando un avvocato esercita fuori dal circondario del Tribunale adito e non elegge domicilio nella sede di causa, il codice di rito prevede che le notifiche si eseguano presso la cancelleria del giudice. Ciò è ritenuto da alcuni formalismo eccessivo.

Quali sono i requisiti di un’ordinanza di rimessione valida?

L’ordinanza deve: 1) identificare la norma censurata; 2) indicare i parametri costituzionali; 3) motivare la rilevanza della questione per la decisione del caso; 4) argomentare la non manifesta infondatezza.

Cosa differenzia la manifesta inammissibilità dalla manifesta infondatezza?

La manifesta inammissibilità è una pronuncia in rito: la Corte non esamina il merito perché mancano i presupposti processuali. La manifesta infondatezza è invece una pronuncia nel merito in forma semplificata.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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