Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte ha ordinato la restituzione degli atti al Tribunale ordinario di Monza sulla questione relativa all’art. 649 del codice di procedura penale (divieto di un secondo giudizio): il giudice dovrà riesaminare la rilevanza alla luce dei mutamenti del quadro normativo e giurisprudenziale.

Di cosa si tratta

L’art. 649 cod. proc. pen. sancisce il principio del ne bis in idem, cioè il divieto di sottoporre nuovamente a giudizio chi sia già stato giudicato in via definitiva per lo stesso fatto.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale ordinario di Monza aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 649 cod. proc. pen. nel corso di un procedimento penale.

La decisione della Corte

La Corte ha ordinato la restituzione degli atti al Tribunale ordinario di Monza.

Il principio

Quando, dopo l’ordinanza di rimessione, mutano il quadro normativo o gli orientamenti rilevanti per la questione, la Corte restituisce gli atti al giudice rimettente perché valuti nuovamente la rilevanza e la non manifesta infondatezza.

Domande e risposte

Cos’è il principio del ne bis in idem?

È il divieto di processare di nuovo una persona già giudicata in via definitiva per lo stesso fatto, sancito dall’art. 649 cod. proc. pen.

Cosa significa «restituzione degli atti»?

Significa che la Corte rinvia il fascicolo al giudice rimettente perché riesamini la questione alla luce dei sopravvenuti mutamenti normativi o giurisprudenziali.

La Corte ha deciso il merito della questione?

No: con la restituzione degli atti non si pronuncia sulla legittimità della norma, ma demanda al giudice una nuova valutazione.

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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