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La Corte dichiara incostituzionale l’art. 8, comma 3, della legge 276/1997 nella parte in cui dimezza l’indennità dei giudici onorari aggregati titolari di reddito da pensione o lavoro superiore a 5 milioni di lire mensili: la riduzione automatica legata al solo reddito è irragionevole.

Di cosa si tratta

I giudici onorari aggregati, istituiti per smaltire l’arretrato civile, avevano diritto a un’indennità fissa di 20 milioni di lire annui. Per chi percepiva già un reddito da lavoro o pensione superiore a 5 milioni di lire mensili, l’indennità era automaticamente dimezzata. Un giudice onorario pensionato impugnò la riduzione come discriminatoria.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Ancona ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione, questione sull’art. 8, comma 3, della legge 276/1997, che dimezzava l’indennità dei giudici onorari aggregati titolari di reddito (da lavoro o pensione) superiore alla soglia mensile indicata.

La decisione della Corte

La Corte dichiara fondata la questione e incostituzionale la norma. La riduzione automatica dell’indennità è irragionevole perché il reddito mensile è un indicatore imperfetto della capacità patrimoniale: chi ha elevati redditi da lavoro ma scarso patrimonio può essere in condizioni peggiori di chi, pur privo di redditi fissi, ha un patrimonio molto maggiore. L’automatismo rigido (dimezzamento secco al superamento della soglia) è contrario all’art. 3 Cost.

Il principio

Quando il legislatore sceglie il reddito come criterio per modulare un beneficio, deve utilizzarlo in modo ragionevole: il dimezzamento automatico al superamento di una soglia rigida, senza alcuna gradualità, è irrazionale e discriminatorio.

Domande e risposte

Chi erano i giudici onorari aggregati?

Giudici non professionali istituiti dalla legge 276/1997 per affiancare i magistrati ordinari nelle cosiddette “sezioni stralcio” e smaltire l’arretrato civile accumulatosi. Potevano essere avvocati, notai o altri professionisti in quiescenza.

Perché la soglia rigida di 5 milioni di lire mensili è irragionevole?

Perché produce un effetto “trappola”: superare anche di poco la soglia dimezza l’indennità totale, senza alcuna gradualità. Chi guadagna 5.001.000 lire mensili perde metà dell’indennità, mentre chi guadagna 4.999.000 la percepisce intera, anche se questo secondo è patrimonialmente più agiato.

Dopo questa sentenza, come viene calcolata l’indennità?

La Corte ha eliminato il meccanismo di riduzione automatica, senza indicare una soluzione specifica. Spetta al legislatore ridisciplinare la materia in modo ragionevole, eventualmente introducendo una riduzione graduale proporzionata al reddito.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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