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La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione sulla riduzione dell’indennità del difensore civico e del Garante per l’infanzia della Regione Calabria. L’ordinanza del giudice era affetta da incertezze sull’oggetto, sul tipo di intervento richiesto e sulla motivazione, che ne hanno impedito l’esame nel merito.

Di cosa si tratta

In Calabria l’indennità del Garante per l’infanzia era agganciata a quella del difensore civico, a sua volta parametrata a quella dei consiglieri regionali. Una legge regionale del 2011 ha ridotto del 75 per cento questa indennità. Chi aveva ricoperto la carica chiedeva l’indennità nella misura piena originaria, lamentando la lesione del legittimo affidamento.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Catanzaro ha sollevato la questione in riferimento agli artt. 3 e 117, primo comma, della Costituzione (quest’ultimo in relazione all’art. 1 del Protocollo addizionale alla CEDU), censurando l’art. 9, comma 1, della legge reg. Calabria n. 4 del 1985, come sostituito dalla legge reg. n. 13 del 2011.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibile la questione. L’ordinanza presentava incongruenze tra motivazione e oggetto, incertezza sul tipo di pronuncia richiesta (caducatoria o manipolativa) e carenze argomentative, anche perché la mera caducazione non avrebbe automaticamente fatto rivivere la norma precedente.

Il principio

L’ambiguità e l’indeterminatezza del petitum, così come l’incertezza sull’intervento richiesto, sono causa di inammissibilità. La reviviscenza di norme abrogate non opera in via generale e automatica, ma solo in ipotesi tipiche e limitate, che qui non ricorrono.

Domande e risposte

Cosa vuol dire che la questione è inammissibile?

Significa che la Corte non ha valutato se la norma sia o meno costituzionale: l’ordinanza del giudice presentava difetti tali (incertezza su oggetto, petitum e motivazione) da impedire l’esame nel merito.

La riduzione dell’indennità è quindi legittima?

La Corte non si è pronunciata sul punto. La pronuncia di inammissibilità lascia impregiudicata la questione di fondo sulla legittimità della riduzione.

Se una norma viene annullata, rivive automaticamente quella precedente?

Non sempre. La Corte ricorda che la reviviscenza di norme abrogate non è automatica e opera solo in ipotesi tipiche e limitate, qui non ravvisabili data la natura sostitutiva della norma censurata.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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