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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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Con la sentenza n. 79 del 2016 la Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione sulla disciplina dell’incandidabilità degli amministratori locali prevista dalla legge n. 81 del 1993. La scelta del legislatore è stata ritenuta non irragionevole.

Di cosa si tratta

La legge sull’elezione diretta dei sindaci e degli amministratori locali contiene cause che impediscono di candidarsi o che incidono sulla permanenza in carica. La disciplina mira a tutelare il regolare svolgimento della vita amministrativa locale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale ordinario di Catania ha impugnato l’art. 29, comma 5, della legge n. 81 del 1993, in relazione al successivo comma 6, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, lamentando un trattamento irragionevole rispetto a situazioni ritenute analoghe.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondata la questione. La disposizione censurata non viola il principio di uguaglianza e ragionevolezza: la scelta del legislatore rientra nella sua discrezionalità e non è manifestamente irrazionale.

Il principio

Le scelte del legislatore in materia di disciplina elettorale e di cause ostative sono sindacabili solo quando trasmodino nella manifesta irragionevolezza o nell’arbitrio, soglia che nel caso di specie non è stata superata.

Domande e risposte

La norma sull’incandidabilità resta in vigore?

Sì. La Corte ha respinto la questione, ritenendo legittima la disciplina della legge n. 81 del 1993.

Su quale parametro si fondava la censura?

Sull’art. 3 della Costituzione, per un’asserita disparità di trattamento e irragionevolezza.

Perché la questione è stata respinta?

Perché la scelta del legislatore non è apparsa manifestamente irragionevole, restando nei limiti della sua discrezionalità.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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