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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara l’incostituzionalità della legge regionale Molise n. 15/2008 sugli impianti eolici e fotovoltaici, per contrasto con la disciplina statale sulle energie rinnovabili e con il principio di leale collaborazione.

Di cosa si tratta

La Regione Molise aveva emanato una legge per disciplinare l’insediamento degli impianti eolici e fotovoltaici, prevedendo vincoli localizzativi, distanze minime e procedure autorizzative più restrittive rispetto alla normativa statale. Il Governo ha impugnato la legge sostenendo che essa ostacolasse lo sviluppo delle energie rinnovabili e violasse la competenza statale.

La questione di legittimità costituzionale

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato gli artt. 2, comma 1 (lettere e, g, h, i, j, k, l, m, n), 3, 4 e 5 della legge regionale Molise n. 15/2008, in riferimento agli artt. 3, 41, 97 e 117, commi primo, secondo e terzo, della Costituzione, per contrasto con il d.lgs. n. 387/2003 e le linee guida nazionali sulle energie rinnovabili.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 2, comma 1, lettere e), g), h), i), j), k), l), m) e n), 3, 4 e 5 della legge regionale n. 15/2008. Le disposizioni censurate introducevano restrizioni non previste dalla normativa statale, ostacolando l’insediamento degli impianti da fonti rinnovabili in contrasto con gli obiettivi del Protocollo di Kyoto e della direttiva comunitaria 2001/77/CE.

Il principio

Le Regioni non possono introdurre vincoli agli impianti di energia rinnovabile più restrittivi di quelli previsti dalla disciplina statale e dalle linee guida nazionali. La materia «energia» è di competenza concorrente e la legislazione regionale deve rispettare i principi fondamentali fissati dallo Stato, anche in attuazione degli impegni comunitari.

Domande e risposte

Perché la Regione non può restringere ulteriormente gli impianti rinnovabili?

La produzione di energia è materia di competenza concorrente Stato-Regioni. I principi fondamentali fissati dallo Stato (come la semplificazione delle procedure per il rilascio di autorizzazioni agli impianti rinnovabili) prevalgono sulla legislazione regionale. Le Regioni possono aggiungere solo elementi che non ostacolino l’interesse nazionale alle fonti rinnovabili.

Quali erano i vincoli più problematici della legge molisana?

La legge introduceva distanze minime obbligatorie dai centri abitati, dai beni culturali e paesaggistici, e da altre infrastrutture, in misura superiore a quanto previsto dalle linee guida statali, di fatto rendendo molto difficile individuare aree idonee all’installazione.

La sentenza ha avuto effetti pratici sugli impianti già autorizzati?

La dichiarazione di incostituzionalità non ha effetto sugli impianti già autorizzati e funzionanti. Incide sui procedimenti autorizzativi ancora in corso al momento della pronuncia, per i quali si applica la normativa statale.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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