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La Corte accoglie il conflitto di attribuzione proposto dalla Camera dei deputati: non spettava alla Corte d’assise di Reggio Calabria negare, senza valutare il caso concreto, la validità dell’impedimento parlamentare addotto dall’on. Matacena per giustificare la propria assenza all’udienza penale. La partecipazione a votazioni assembleari è un impedimento assoluto alla comparizione in udienza.
Di cosa si tratta
La Corte d’assise di Reggio Calabria aveva respinto l’istanza della difesa dell’on. Amedeo Gennaro Matacena di giustificare la sua assenza in udienza con la necessità di partecipare a votazioni alla Camera, dichiarandolo contumace. La Camera dei deputati aveva proposto conflitto di attribuzione, sostenendo che la partecipazione a votazioni assembleari non delegabili costituisce un impedimento assoluto che il giudice deve riconoscere senza valutazioni discrezionali.
La questione di legittimità costituzionale
Tipo: conflitto di attribuzione tra la Camera dei deputati (ricorrente) e la Corte d’assise di primo grado di Reggio Calabria (resistente). Oggetto: ordinanza del 16 novembre 1998 con cui il giudice aveva negato la validità dell’impedimento parlamentare e dichiarato la contumacia dell’imputato. Parametri: artt. 64, 68 e 72 della Costituzione.
La decisione della Corte
La Corte accoglie il ricorso della Camera e annulla l’ordinanza impugnata. Il giudice penale avrebbe dovuto compiere una valutazione del caso concreto che tenesse conto, oltre che dell’interesse alla speditezza del processo, dell’interesse della Camera alla partecipazione del suo componente alle votazioni assembleari. La partecipazione a votazioni è un’attività parlamentare non delegabile che può costituire impedimento assoluto.
Il principio
Il giudice penale non può aprioristicamente negare rilevanza all’impedimento parlamentare: deve bilanciare l’interesse alla regolare celebrazione del processo con l’interesse istituzionale della Camera al funzionamento dei lavori parlamentari e alla partecipazione dei propri componenti alle votazioni non delegabili.
Domande e risposte
Tutte le attività parlamentari costituiscono impedimento assoluto all’udienza penale?
No: la Corte distingue le votazioni assembleari (non delegabili, quindi potenzialmente impedimento assoluto) dalle discussioni o dagli interventi, per i quali il deputato può chiedere rinvio. Solo per le votazioni l’impedimento può essere assoluto.
Il giudice deve automaticamente rinviare l’udienza se il deputato ha votato?
No: deve compiere una valutazione concreta del caso, verificando se la partecipazione alle votazioni era effettivamente incompatibile con la presenza in udienza nel giorno e nell’ora fissati.
Cosa è successo all’on. Matacena dopo la sentenza?
La sentenza annulla l’ordinanza del 1998; il procedimento doveva quindi proseguire con una nuova valutazione dell’impedimento parlamentare da parte del giudice di merito, nel rispetto dei principi fissati dalla Corte.
Norme collegate
- Art. 111 della Costituzione — giusto processo e diritto al contraddittorio
- Art. 24 della Costituzione — diritto di difesa dell’imputato in giudizio
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