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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte restituisce gli atti al Tribunale di Firenze per una nuova valutazione della rilevanza: sopravvenute modifiche normative al regime del giudizio direttissimo per stranieri in violazione dell’ordine di espulsione richiedono una rivalutazione del quadro.

Di cosa si tratta

Il Tribunale di Firenze era investito di un giudizio direttissimo nei confronti di uno straniero imputato del reato di cui all’art. 14, comma 5-ter, del d.lgs. 286/1998 (inottemperanza all’ordine del questore di abbandonare il territorio). Il giudice sollevava questione sull’art. 14, comma 5-quinquies (che prevedeva il rito direttissimo per tale reato), ritenendo il procedimento accelerato incompatibile con le garanzie del giusto processo.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Firenze impugnò l’art. 14, comma 5-quinquies, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (TU immigrazione), come modificato dal d.l. 241/2004 (convertito in l. 271/2004), in riferimento agli artt. 3, 10, 24 e 111 della Costituzione. La norma prevedeva il giudizio direttissimo per il reato di inottemperanza all’ordine di espulsione.

La decisione della Corte

La Corte ordina la restituzione degli atti al Tribunale di Firenze. Nel corso del giudizio costituzionale erano intervenute modifiche normative al quadro dell’immigrazione che incidevano sulla rilevanza della questione: il giudice a quo doveva rivalutare se la questione fosse ancora rilevante alla luce del mutato assetto normativo.

Il principio

Quando, nel corso del giudizio costituzionale incidentale, sopravvengono modifiche normative che possono incidere sulla rilevanza della questione nel giudizio principale, la Corte può restituire gli atti al giudice rimettente perché rivaluti la necessità della pronuncia costituzionale.

Domande e risposte

Cos’è il giudizio direttissimo?

Il giudizio direttissimo è un rito accelerato del processo penale, previsto per i casi di arresto in flagranza o confessione, che comprime i tempi dell’udienza preliminare e porta rapidamente l’imputato davanti al giudice dibattimentale.

Perché la Corte restituisce gli atti invece di decidere nel merito?

Perché se la normativa è cambiata dopo l’ordinanza di rimessione, il giudice rimettente deve verificare se nel processo principale si applicano le vecchie o le nuove norme. Solo se la questione rimane rilevante, il giudice può ri-sollevarla davanti alla Corte.

Cosa prevede l’art. 14, comma 5-ter del TU immigrazione?

Prevede il reato di inottemperanza all’ordine del questore di abbandonare il territorio italiano: lo straniero che, pur destinatario di tale ordine, non parta entro il termine assegnato, commette un reato penale.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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