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Il GUP di Modena dubita che l’art. 609-sexies c.p. — che vieta all’imputato di invocare l’ignoranza dell’età della vittima nei reati sessuali su minori di 14 anni — violi il principio di colpevolezza ex art. 27 Cost. La Corte dichiara la questione inammissibile perché il rimettente non ha verificato la possibilità di interpretazione conforme.
Di cosa si tratta
L’art. 609-sexies c.p. (introdotto dalla l. n. 66/1996) stabilisce una presunzione assoluta: chi commette reati sessuali su un minore di 14 anni non può invocare a propria scusa l’ignoranza dell’età della vittima. Nel caso concreto, l’imputato sosteneva di essere stato indotto in errore dal minore, che si era dichiarato maggiorenne.
La questione di legittimità costituzionale
Norma censurata: art. 609-sexies del codice penale, nella parte in cui non consente all’agente di provare l’ignoranza incolpevole dell’età della persona offesa. Parametro: art. 27, primo e terzo comma, della Costituzione (principio di colpevolezza e finalità rieducativa della pena). Rimettente: GUP del Tribunale di Modena.
La decisione della Corte
Inammissibilità. Il giudice rimettente ha censurato direttamente la norma senza valutare se essa fosse suscettibile di un’interpretazione conforme alla Costituzione, né ha esaminato l’evoluzione della giurisprudenza costituzionale sul principio di colpevolezza in relazione alla possibilità di un’interpretazione adeguatrice.
Il principio
Prima di sollevare una questione di legittimità costituzionale, il giudice deve verificare se la norma si presti a un’interpretazione conforme alla Costituzione; solo se tale interpretazione è esclusa la questione è ammissibile. Il difetto di questa verifica è causa di inammissibilità.
Domande e risposte
Cosa prevede l’art. 609-sexies c.p.?
Stabilisce che, per i reati sessuali commessi in danno di minorenni di 14 anni, l’autore del fatto non può invocare a propria discolpa l’ignoranza dell’età della vittima. È una deroga al principio generale che l’errore di fatto esclude il dolo.
Perché la questione è stata dichiarata inammissibile e non decisa nel merito?
Perché il rimettente non aveva valutato se la norma potesse essere interpretata in modo conforme alla Costituzione (ad esempio, richiedendo almeno un elemento di colpa sull’età). Solo dopo aver escluso tale possibilità si può sollevare la questione.
Il principio di colpevolezza richiede sempre che l’agente conosca l’età della vittima?
Secondo le sentenze n. 364 e n. 1085 del 1988, l’art. 27, primo comma, Cost. esige un collegamento psichico tra l’agente e il «nucleo significativo o fondante della fattispecie». Se l’età è l’elemento che fonda il disvalore del fatto, occorre almeno la colpa in relazione ad essa.
Norme collegate
- Art. 27 della Costituzione — principio di personalità della responsabilità penale e funzione rieducativa della pena
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