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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara manifestamente inammissibile la questione sull’art. 199 c.p.p. (facoltà di astensione dalla testimonianza per i prossimi congiunti), perché l’ordinanza di rimessione era insufficientemente motivata sulla rilevanza.

Di cosa si tratta

La Corte di assise di Messina stava processando alcuni imputati per omicidio aggravato e favoreggiamento. Un soggetto convocato come teste aveva dichiarato di volersi avvalere della facoltà di non rispondere prevista dall’art. 199 c.p.p. per i prossimi congiunti dell’imputato. Il giudice rimettente dubitava della legittimità costituzionale di quella norma.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte di assise di Messina ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 199 del codice di procedura penale, nella parte relativa alla facoltà di astensione dal testimoniare riconosciuta ai prossimi congiunti dell’imputato.

La decisione della Corte

La Corte dichiara la manifesta inammissibilità. L’ordinanza di rimessione non indicava con precisione quale specifico profilo dell’art. 199 c.p.p. si intendesse censurare, né spiegava in modo convincente come la norma violasse il principio di eguaglianza (art. 3) o il diritto di difesa (art. 24). La motivazione era troppo generica.

Il principio

La questione di legittimità costituzionale deve indicare con precisione la norma impugnata e i parametri costituzionali di riferimento, con una motivazione che illustri il nesso tra norma e parametro. Un’ordinanza di rimessione generica o scarsamente motivata non consente alla Corte di pronunciarsi nel merito e determina l’inammissibilità.

Domande e risposte

Cosa prevede l’art. 199 c.p.p. sulla testimonianza dei prossimi congiunti?

L’art. 199 c.p.p. stabilisce che i prossimi congiunti dell’imputato non sono obbligati a deporre come testimoni. Prima di essere esaminati, devono essere avvisati di questa facoltà. Se scelgono di deporre, le loro dichiarazioni hanno pieno valore probatorio.

Perché la questione è stata dichiarata inammissibile?

Perché il giudice rimettente non aveva specificato quale aspetto della norma ritenesse incostituzionale, né aveva argomentato in modo sufficientemente preciso i profili di contrasto con gli artt. 3 e 24 della Costituzione. La genericità dell’ordinanza non permetteva alla Corte di identificare la questione da decidere.

Qual è il rapporto tra facoltà di astensione e giusto processo?

La facoltà di astensione dei prossimi congiunti è un istituto di protezione dei legami familiari, bilanciato con le esigenze di accertamento della verità. L’art. 111 Cost. (giusto processo) impone che le prove siano formate nel contraddittorio, ma la scelta di non deporre da parte di un congiunto non viola di per sé questo principio.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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