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La Corte dichiara manifestamente infondata la questione sull’art. 443 co. 3 c.p.p. che vieta al PM di appellare le sentenze di condanna nel giudizio abbreviato. Il limite rimane giustificato dall’obiettivo di rapida definizione dei processi abbreviati, anche dopo la riforma che ha attribuito all’imputato il diritto esclusivo di richiederlo.

Di cosa si tratta

L’art. 443 co. 3 c.p.p. stabilisce che il pubblico ministero non può appellare le sentenze di condanna emesse nel giudizio abbreviato, salvo che si tratti di sentenze che modificano il titolo del reato. La Corte d’appello di Napoli, investita di un appello del PM sulla congruità della pena, riteneva che la riforma del 2000 — che ha reso il giudizio abbreviato attivabile su sola richiesta dell’imputato — rendesse irragionevole il divieto.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte di appello di Napoli ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 443, comma 3, c.p.p. in riferimento agli artt. 2, 3, 24, 111, secondo comma, e 112 della Costituzione, nella parte in cui non consente al PM di appellare le sentenze di condanna per ragioni di merito (congruità della pena) nel giudizio abbreviato.

La decisione della Corte

Manifesta infondatezza. La Corte aveva già escluso il contrasto con gli artt. 3 e 111 co. 2 Cost. (ordinanze n. 347/2002 e n. 421/2001). Il limite all’appello del PM trova giustificazione nell’obiettivo di rapida e completa definizione dei processi abbreviati, rito che si basa sul materiale probatorio raccolto fuori contraddittorio. Non sussistono neppure violazioni degli artt. 2, 24 e 112 Cost.

Il principio

Il limite al potere di appello del pubblico ministero nelle sentenze di condanna del giudizio abbreviato è costituzionalmente legittimo: la parità delle parti nel processo non comporta necessariamente identità di poteri di impugnazione, e la disparità può essere giustificata dall’esigenza di rapida definizione del rito speciale e dalla peculiare posizione istituzionale del PM.

Domande e risposte

Quando il PM può appellare una sentenza del giudizio abbreviato?

Solo quando la sentenza modifica il titolo del reato. Per tutte le altre sentenze di condanna (inclusa la congruità della pena) il PM non può proporre appello, ma può ricorrere per cassazione.

Perché la riforma del 2000 non ha inciso sulla costituzionalità del divieto?

Perché la giustificazione del limite — la rapida definizione dei processi abbreviati basati su prove raccolte fuori contraddittorio — rimane valida indipendentemente da chi abbia il potere di attivare il rito. L’obiettivo di economia processuale non è condizionato al consenso del PM.

Viola l’obbligatorietà dell’azione penale il divieto di appello del PM?

No. La Corte ha precisato che il potere di impugnazione del PM non è una estrinsecazione necessaria dell’esercizio dell’azione penale: l’obbligatorietà riguarda la promozione del processo, non la sua conduzione in ogni grado di giudizio.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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