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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente infondata la questione sul diritto del difensore designato in sostituzione occasionale dell’imputato a ottenere la liquidazione erariale delle competenze professionali, ritenendo la norma censturata non irragionevole.
Di cosa si tratta
Nel processo penale può accadere che il difensore di fiducia (o di ufficio) di un imputato sia assente all’udienza. In tal caso, il giudice designa un avvocato sostituto per quell’udienza. La questione riguardava se questo sostituto “occasionale”, che compie un solo atto e non ha alcun rapporto continuativo con l’assistito, avesse diritto alla liquidazione delle proprie competenze a carico dello Stato (al pari del difensore d’ufficio), quando l’imputato sia nullatenente o irreperibile.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale di Lecce, in composizione monocratica, ha sollevato la questione in riferimento agli artt. 3 e 81, quarto comma, della Costituzione, avverso gli artt. 116 e 117 del d.P.R. n. 115 del 2002 (Testo unico spese di giustizia), nella parte in cui, secondo la giurisprudenza di legittimità, riconoscono al difensore designato in sostituzione ex art. 97 c.p.p. il diritto alla liquidazione erariale. Rimettente: Tribunale ordinario di Lecce (composizione monocratica).
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato manifestamente infondata la questione. La giurisprudenza consolidata che estende al sostituto occasionale il diritto alla liquidazione erariale non è irragionevole: chi svolge una prestazione professionale in favore di un imputato indigente su designazione del giudice ha titolo a essere remunerato dallo Stato. La disciplina non viola l’art. 81 Cost. perché la previsione di tale spesa rientra nella legge di bilancio. L’eventuale soluzione di addossare il compenso al difensore assente è scelta riservata alla discrezionalità del legislatore.
Il principio
L’applicazione estensiva al difensore sostituto occasionale del diritto alla liquidazione erariale delle competenze professionali non è irragionevole: l’art. 3 Cost. non impone di trattare diversamente chi svolge un’attività professionale analoga a quella del difensore di ufficio, sia pure per un singolo atto.
Domande e risposte
Chi paga il difensore sostituto se l’imputato è povero?
Lo Stato, attraverso la cassa delle spese di giustizia, liquida le competenze al difensore sostituto negli stessi casi in cui sarebbe tenuto a farlo per il difensore di ufficio: quando l’imputato è nullatenente o irreperibile e non può provvedere al pagamento.
Il difensore assente deve rimborsare lo Stato?
Secondo la Corte, questa è una scelta di politica legislativa rimessa al Parlamento, non una questione di legittimità costituzionale. L’idea che il difensore assente debba pagare a titolo sanzionatorio non è di per sé incostituzionale, ma non può essere imposta dalla Corte in assenza di una norma che lo preveda espressamente.
Cosa si intende per “difensore designato in sostituzione” ex art. 97 c.p.p.?
L’art. 97, quarto comma, c.p.p. prevede che il giudice, quando il difensore non è presente, designa d’ufficio un avvocato iscritto nell’elenco dei difensori di ufficio affinché assista l’imputato in quella specifica udienza. La designazione ha carattere occasionale e non instaura un rapporto continuativo.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di uguaglianza e ragionevolezza delle scelte legislative
- Art. 81 della Costituzione — equilibrio di bilancio e copertura finanziaria delle leggi
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