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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 225/2022 la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le numerose questioni sollevate contro il decreto del 2017 sulla liquidazione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Di cosa si tratta

Nel 2017 lo Stato intervenne con un decreto-legge per gestire la crisi di due grandi banche venete, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, disponendone la liquidazione coatta amministrativa e regolando la posizione dei creditori e dei risparmiatori coinvolti. Quell’intervento ha avuto forti ripercussioni su azionisti, obbligazionisti e clienti. Nel corso di una controversia, il Tribunale di Firenze ha sollevato un ampio ventaglio di questioni di legittimita costituzionale, censurando sia l’intero decreto sia numerose sue singole disposizioni, invocando una lunga serie di parametri costituzionali, europei e convenzionali a tutela del risparmio, della proprieta, dell’iniziativa economica e della difesa. La Corte ha dovuto innanzitutto valutare se le questioni fossero formulate in modo ammissibile.

La questione di legittimità costituzionale

Erano impugnati l’intero testo del decreto-legge n. 99 del 2017, convertito nella legge n. 121 del 2017, e numerosi suoi articoli, in riferimento a un’ampia serie di parametri (tra cui gli artt. 2, 3, 23, 24, 41, 42, 45, 47 e 111 della Costituzione, l’art. 1 del Protocollo addizionale CEDU e l’art. 17 della Carta UE). Il Tribunale di Firenze contestava la disciplina della liquidazione delle due banche venete.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibili tutte le questioni di legittimita costituzionale sollevate dal Tribunale di Firenze, sia quelle riferite a singole disposizioni del decreto sia quelle rivolte al decreto nella sua interezza. La pronuncia non entra nel merito della disciplina.

Il principio

L’impugnazione di un intero provvedimento e di numerose sue norme, con un ampio ventaglio di parametri ma senza una puntuale individuazione delle ragioni e della rilevanza di ciascuna censura, non consente alla Corte un esame nel merito e conduce all’inammissibilita.

Domande e risposte

La Corte ha valutato la legittimita del salvataggio delle banche venete?

No nel merito. Tutte le questioni sono state dichiarate inammissibili: la Corte non si e pronunciata sulla validita sostanziale del decreto del 2017.

Perche tante questioni sono state respinte in blocco?

Per ragioni di ammissibilita: l’impugnazione, molto ampia e riferita a numerose norme e parametri, non chiariva in modo puntuale i termini e la rilevanza di ciascuna censura.

Cosa possono fare i risparmiatori coinvolti?

La pronuncia riguarda il piano costituzionale e non incide direttamente sulle singole posizioni; i diritti dei risparmiatori restano azionabili nelle sedi e con gli strumenti propri.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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