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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara manifestamente inammissibile la questione sulla decadenza automatica del direttore di un ente parco regionale del Lazio. La norma censurata era già stata superata da una disciplina successiva: il giudice ha colpito una disposizione non più vigente (aberratio ictus).

Di cosa si tratta

Il direttore dell’Ente Parco regionale dei Castelli Romani era stato dichiarato decaduto al termine del mandato del Presidente della Giunta che lo aveva nominato. Impugnava il provvedimento, ritenendo illegittima la norma regionale che legava la durata del suo incarico a quella dell’organo politico.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 24, comma 1-bis, della legge della Regione Lazio 6 ottobre 1997, n. 29, in riferimento agli artt. 97 e 98 della Costituzione (buon andamento e imparzialità). La questione era sollevata dalla Corte d’appello di Roma, sezione lavoro.

La decisione della Corte

La Corte dichiara la manifesta inammissibilità. La disposizione censurata non era più vigente all’epoca rilevante, perché superata da norme regionali successive applicabili anche in deroga alle leggi speciali. Le censure sono affette da aberratio ictus e non è possibile trasferire la questione sulla normativa sopravvenuta.

Il principio

È manifestamente inammissibile, per aberratio ictus, la questione che colpisce una disposizione non più vigente nel momento rilevante per il giudizio a quo, quando non sia neppure possibile trasferire la censura sulla normativa che l’ha sostituita.

Domande e risposte

Cosa significa «aberratio ictus» qui?

Significa che il giudice ha indirizzato la censura contro una norma sbagliata, cioè una disposizione già superata da una disciplina successiva.

Perché la questione è inammissibile?

Perché la norma impugnata non era più applicabile al caso e non si poteva spostare la censura sulle norme che l’avevano sostituita.

Quali parametri erano invocati?

Il buon andamento (art. 97) e l’imparzialità e il servizio esclusivo della Nazione dei pubblici impiegati (art. 98).

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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