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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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Con l’ordinanza n. 145 del 2019 la Corte costituzionale corregge un’omissione materiale contenuta nella propria sentenza n. 43 del 2019, integrando alcune parole nella motivazione senza modificarne il contenuto sostanziale.

Di cosa si tratta

Talvolta, dopo il deposito di una sentenza, emergono semplici errori o omissioni materiali nel testo (refusi, parole mancanti). La Corte può correggerli con un’apposita ordinanza, senza riaprire la decisione già assunta.

La questione di legittimità costituzionale

Si tratta di un procedimento di correzione di errore materiale relativo alla sentenza della Corte costituzionale n. 43 del 2019: non vi è un nuovo giudizio di legittimità costituzionale né una nuova norma impugnata.

La decisione della Corte

La Corte ha disposto che nella sentenza n. 43 del 2019 sia corretta l’omissione materiale, aggiungendo, al quarto capoverso del punto 2.2. del Considerato in diritto, le parole «e che il Governo» dopo le parole «(secondo comma),» e prima delle parole «è rappresentato e difeso».

Il principio

Gli errori e le omissioni puramente materiali presenti nelle decisioni della Corte possono essere corretti con ordinanza, senza incidere sul contenuto sostanziale della pronuncia.

Domande e risposte

Cosa è stato deciso con questa ordinanza?

La Corte ha corretto un’omissione materiale nella sentenza n. 43 del 2019, aggiungendo alcune parole mancanti nella motivazione.

È cambiato il contenuto della sentenza n. 43 del 2019?

No. Si tratta di una semplice correzione materiale che non modifica la sostanza della decisione.

Perché serve un’ordinanza per correggere un refuso?

Perché le decisioni della Corte fanno fede nel testo depositato: ogni correzione, anche materiale, viene formalizzata con un provvedimento.

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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