Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con l’ordinanza n. 226 del 2023 la Corte costituzionale ha corretto un errore materiale contenuto in una propria precedente decisione, la sentenza n. 209 del 2023, senza incidere sul contenuto sostanziale di quest’ultima.

Di cosa si tratta

Anche le decisioni della Corte costituzionale, come ogni provvedimento giudiziario, possono contenere errori puramente materiali: refusi, riferimenti normativi indicati in modo impreciso, parole inserite o omesse per svista. Per rimediare a questi errori senza riaprire il merito esiste il procedimento di correzione dell’errore materiale, che lascia intatta la sostanza della decisione e si limita a sistemare il testo. In questo caso, la Corte ha riscontrato un’imprecisione nella motivazione della sentenza n. 209 del 2023, relativa ai riferimenti a determinati articoli costituzionali in un punto del “Considerato in diritto”. Con l’ordinanza n. 226 del 2023 ha disposto la correzione, eliminando alcune parole inserite per errore e sostituendone altre con il riferimento corretto agli articoli pertinenti. Si tratta di un intervento tecnico, privo di effetti sul significato e sull’esito della decisione corretta.

La questione di legittimità costituzionale

Non si tratta di una nuova questione di legittimità costituzionale, ma di un procedimento di correzione di errore materiale relativo alla sentenza n. 209 del 2023, in particolare ai riferimenti normativi contenuti in un punto della motivazione.

La decisione della Corte

La Corte ha disposto la correzione dell’errore materiale presente nella sentenza n. 209 del 2023: al punto 7 del “Considerato in diritto” ha eliminato alcune parole inserite per svista e ha sostituito il riferimento all’art. 76 con il riferimento corretto agli artt. 10, secondo comma, e 76 della Costituzione.

Il principio

La correzione dell’errore materiale consente di emendare refusi e imprecisioni nel testo di una decisione senza modificarne il contenuto sostanziale: la sentenza corretta conserva intatti significato ed effetti.

Domande e risposte

La correzione cambia l’esito della sentenza n. 209 del 2023?

No: incide solo sul testo, sistemando un errore materiale, senza modificare il significato né gli effetti della decisione.

Perché serve un’ordinanza apposita per un refuso?

Perché il testo delle decisioni fa fede: la correzione formale richiede un provvedimento che la disponga, così da rendere certo e ufficiale il testo emendato.

Chi può chiedere la correzione di un errore materiale?

La correzione può essere disposta dalla stessa Corte; serve a garantire l’esattezza e la coerenza interna delle sue decisioni.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →
Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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