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La Corte dichiara ammissibile il conflitto di attribuzioni sollevato dal Tribunale di Potenza (sezione civile) nei confronti del Senato in relazione alla delibera di insindacabilità del senatore Loreto, questa volta nell’ambito di un giudizio cautelare civile (sequestro conservativo ante causam).
Di cosa si tratta
Matteo Di Giorgio promuove un sequestro conservativo ante causam contro l’ex senatore Rocco Loreto per il risarcimento dei danni da atti asseritamente diffamatori e calunniatori. Il Senato delibera l’insindacabilità di tali dichiarazioni. Il Tribunale di Potenza (sezione civile) solleva conflitto di attribuzioni sostenendo che le dichiarazioni non abbiano il nesso funzionale richiesto dall’art. 68, comma 1, Cost.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale di Potenza, sezione civile, impugna la delibera del Senato del 28 maggio 2003. Sostiene che le dichiarazioni del Loreto — rese in interviste e comunicazioni extraistituzionali — presentino con le interrogazioni parlamentari dello stesso “tutt’al più una mera comunanza di tematiche”, insufficiente a integrare il nesso funzionale ex art. 68 Cost.
La decisione della Corte
La Corte dichiara ammissibile il conflitto. Il Tribunale è un potere dello Stato; la delibera senatoria è idonea a menomare le sue attribuzioni giurisdizionali sia in relazione alla domanda cautelare sia alla futura domanda risarcitoria in sede ordinaria. La decisione di merito è rinviata a separata pronuncia.
Il principio
Una “mera comunanza di tematiche” tra dichiarazioni extraistituzionali e interrogazioni parlamentari non è sufficiente a integrare il nesso funzionale richiesto dall’art. 68, primo comma, Cost. per la copertura dell’immunità parlamentare.
Domande e risposte
Cos’è il sequestro conservativo ante causam?
È un provvedimento cautelare che blocca preventivamente i beni del debitore prima dell’avvio del giudizio di merito, per garantire la futura esecuzione di un’eventuale condanna al risarcimento. È distinto dal sequestro conservativo che può essere richiesto anche nel corso del giudizio.
Perché la stessa vicenda (Loreto-Di Giorgio) ha generato tre conflitti distinti (311, 312, 313)?
Perché i procedimenti giudiziari erano distinti (penale davanti al GUP, cautelare civile, giudizi di risarcimento e revocatoria), ciascuno con un giudice diverso che sollevava autonomamente il proprio conflitto. La Corte le esamina separatamente ma con soluzioni parallele.
La delibera del Senato è definitiva?
No. Se il conflitto viene accolto nel merito, la Corte costituzionale annulla la delibera di insindacabilità, ripristinando la giurisdizione del giudice ordinario. La delibera è “definitiva” solo in assenza di conflitto o se questo viene respinto.
Norme collegate
- Art. 68 della Costituzione — Insindacabilità parlamentare, oggetto della delibera contestata
- Art. 101 della Costituzione — Autonomia della funzione giurisdizionale
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