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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara ammissibile il conflitto di attribuzione sollevato dal Consiglio superiore della magistratura nei confronti del Governo, della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, in relazione alle norme che disciplinavano il reintegro e la tutela risarcitoria dei pubblici dipendenti sospesi o dimessisi a causa di un procedimento penale poi conclusosi con il proscioglimento. Il conflitto riguarda l’eventuale lesione delle attribuzioni costituzionali del CSM.

Di cosa si tratta

La legge finanziaria 2004 aveva introdotto una disciplina per il risarcimento in forma specifica dei dipendenti pubblici che avevano subito una ingiusta sospensione o si erano dimessi a causa di un procedimento penale poi conclusosi favorevolmente. Il Governo era poi intervenuto con decreto-legge per modificare tale disciplina. Il CSM ha ritenuto che questi interventi legislativi ledessero le proprie attribuzioni costituzionali in materia di status dei magistrati.

La questione di legittimità costituzionale

Il Consiglio superiore della magistratura ha promosso conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti del Governo, della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, in relazione alle disposizioni di cui all’art. 3, comma 57, della l. n. 350/2003 (legge finanziaria 2004), come modificato dal d.l. n. 66/2004 convertito in l. n. 126/2004.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzione: il CSM è soggetto legittimato a promuovere conflitto tra poteri dello Stato in relazione all’esercizio delle funzioni costituzionalmente attribuitigli, e le norme legislative in contestazione sono idonee, in astratto, a menomare tali attribuzioni. Il merito del conflitto verrà deciso in una successiva pronuncia.

Il principio

Il Consiglio superiore della magistratura è un potere dello Stato legittimato a sollevare conflitto di attribuzione quando ritenga che atti legislativi ledano le sue prerogative costituzionali in materia di status e carriera dei magistrati. La dichiarazione di ammissibilità non pregiudica la decisione nel merito.

Domande e risposte

Cos’è un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato?

È uno strumento processuale che consente a un potere dello Stato (Parlamento, Governo, magistratura, ecc.) di adire la Corte costituzionale quando ritiene che un altro potere abbia invaso le proprie attribuzioni costituzionali. La Corte decide chi ha il potere di compiere l’atto in contestazione.

Perché il CSM era coinvolto nella disciplina sul reintegro dei dipendenti pubblici?

Perché la normativa impugnata riguardava anche i magistrati sospesi o dimessisi a causa di un procedimento penale: la gestione dello status dei magistrati (compresi la sospensione e il reintegro) rientra nelle attribuzioni del CSM ex art. 104 Cost., e l’intervento legislativo diretto del Governo poteva invadere tale sfera.

Cosa è successo dopo l’ammissibilità?

La Corte, dopo aver notificato la propria ordinanza alle parti e fissato i termini per il contraddittorio, ha proceduto alla decisione nel merito in una successiva pronuncia. L’ordinanza n. 116/2005 è solo il primo atto del procedimento.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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