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Con l’ordinanza n. 82 del 2016 la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promossi da sei Consigli regionali in relazione all’abrogazione di una norma collegata a un quesito referendario. I Consigli regionali non erano legittimati a sollevare quel conflitto.
Di cosa si tratta
Sei Consigli regionali avevano richiesto un referendum su una norma in materia di attività energetiche e infrastrutturali. La legge di stabilità 2016 ha abrogato la disposizione collegata al quesito, e l’Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione aveva statuito che non avessero più corso le relative operazioni. I Consigli hanno reagito con un conflitto di attribuzione.
La questione di legittimità costituzionale
I Consigli regionali di Basilicata, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna e Veneto hanno sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti di Camera, Senato e Presidente del Consiglio, in relazione all’art. 1, comma 240, lettera b), della legge n. 208 del 2015, che ha abrogato l’art. 38, comma 1-bis, del d.l. n. 133 del 2014, nonché nei confronti dell’Ufficio centrale per il referendum.
La decisione della Corte
Riuniti i giudizi, la Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Difettavano i presupposti del conflitto tra poteri dello Stato: i Consigli regionali, nella veste assunta, non potevano contestare in tale sede l’esercizio della potestà legislativa statale e gli atti conseguenti.
Il principio
Il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato non è lo strumento idoneo per contestare l’esercizio del potere legislativo del Parlamento: l’abrogazione di una norma con legge non è sindacabile in quella sede da parte dei Consigli regionali promotori del referendum.
Domande e risposte
Chi aveva promosso il conflitto?
I Consigli regionali di Basilicata, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna e Veneto.
Cosa contestavano?
L’abrogazione legislativa della norma su cui si fondava il quesito referendario e la conseguente decisione dell’Ufficio centrale per il referendum di fermare le operazioni.
Perché i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili?
Perché mancavano i presupposti del conflitto tra poteri: lo strumento non consente di sindacare in quella sede l’esercizio della funzione legislativa.
Norme collegate
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