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La Corte dichiara ammissibile il conflitto di attribuzioni promosso dal GIP del Tribunale di Roma contro la Camera dei deputati, relativamente alla delibera di insindacabilità delle dichiarazioni del deputato Maurizio Gasparri nei confronti del magistrato Maria Clementina Forleo.

Di cosa si tratta

Il deputato Maurizio Gasparri era imputato di diffamazione per dichiarazioni rese alle agenzie di stampa nei confronti del magistrato Forleo, che aveva emesso un controverso provvedimento. La Camera aveva deliberato l’insindacabilità ex art. 68, comma 1, Cost.

La questione di legittimità costituzionale

Il GIP del Tribunale di Roma ha promosso conflitto di attribuzioni contro la Camera dei deputati in relazione alla delibera che dichiarava insindacabili le dichiarazioni del deputato Gasparri nei confronti del magistrato Forleo.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato il conflitto ammissibile in fase preliminare: sussistono i requisiti soggettivo (il GIP è legittimato) e oggettivo (la delibera è idonea a invadere le attribuzioni dell’autorità giudiziaria), con ogni decisione nel merito rinviata al giudizio nel contraddittorio.

Il principio

In fase di ammissibilità del conflitto tra poteri, la Corte verifica soltanto i requisiti soggettivo e oggettivo, senza pregiudicare la decisione nel merito: è sufficiente che il ricorrente sia un potere dello Stato e che l’atto contestato sia astrattamente idoneo a invadere le sue attribuzioni.

Domande e risposte

Chi è Maurizio Gasparri nel contesto di questa pronuncia?

All’epoca deputato e Ministro delle comunicazioni, era imputato di diffamazione per dichiarazioni rese contro il magistrato Forleo, che aveva emesso un provvedimento su un caso di terrorismo internazionale ritenuto controverso dalla politica.

Cosa significa “ammissibilità” del conflitto di attribuzioni?

È la fase preliminare in cui la Corte verifica soltanto che il ricorrente sia un potere dello Stato e che l’atto contestato possa astrattamente lederne le attribuzioni. Non si entra ancora nel merito della questione.

Quali sono i requisiti soggettivo e oggettivo del conflitto?

Il requisito soggettivo richiede che il ricorrente sia un potere dello Stato (qui: il GIP). Quello oggettivo richiede che l’atto impugnato (la delibera di insindacabilità) sia idoneo a invadere o menomarne le attribuzioni costituzionali.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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