Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

La comunicazione di irregolarità da controllo formale (art. 36-ter D.P.R. 600/1973) è il passaggio in cui l’Agenzia delle Entrate chiede di dimostrare con i documenti le detrazioni e deduzioni indicate in dichiarazione. A differenza dell’avviso bonario, qui la difesa è soprattutto documentale: produrre il giustificativo giusto nei termini spesso chiude la contestazione. Pagare nei termini riduce la sanzione a due terzi; ignorare l’invito porta alla cartella con sanzione piena.

Che cos’è il controllo formale 36-ter

Il controllo formale disciplinato dall’art. 36-ter del D.P.R. 600/1973 è più approfondito del controllo automatizzato (art. 36-bis). Mentre quest’ultimo si limita a confrontare calcoli e versamenti, il controllo formale verifica la corrispondenza tra quanto dichiarato e la documentazione di supporto: oneri detraibili (spese mediche, interessi sul mutuo, spese di istruzione, ristrutturazioni), oneri deducibili (contributi previdenziali, assegni al coniuge), ritenute d’acconto e crediti d’imposta.

La caratteristica saliente è che, prima dell’esito, l’ufficio invita il contribuente a esibire o trasmettere i documenti che giustificano gli importi dichiarati. Solo dopo aver valutato (o non ricevuto) la documentazione, l’Agenzia emette la comunicazione con l’eventuale maggiore imposta, sanzioni e interessi. La comunicazione 36-ter non è un avviso di accertamento e di regola non è autonomamente impugnabile: la difesa contenziosa, se necessaria, si sposta sulla cartella che ne può seguire.

Controllo formale, controllo automatizzato e accertamento

Caratteristica 36-bis (automatizzato) 36-ter (formale) Accertamento (art. 42 DPR 600/73)
Cosa verifica Calcoli e versamenti Documenti di detrazioni/deduzioni Capacità contributiva, redditi
Richiede documenti? No Sì, esibizione preventiva Istruttoria d’ufficio
Sanzione se paghi nei termini Ridotta a 1/3 Ridotta a 2/3 Adesione: 1/3 del minimo
Impugnabile? No (di norma) No (di norma) Sì, ricorso 60 gg

Cosa fare e in quanto tempo

La procedura si svolge in due fasi:

La rateazione segue le stesse regole dell’avviso bonario: fino a 20 rate trimestrali di pari importo (art. 3-bis D.Lgs. 462/1997), con interessi sulle rate successive alla prima e decadenza dal beneficio in caso di mancato pagamento.

Come difendersi

La prima e migliore difesa è documentale: conservare e produrre il giustificativo della spesa detratta. Molte contestazioni nascono solo perché il documento non è stato allegato o è stato smarrito. Se l’ufficio non ha valutato documenti regolarmente trasmessi, lo strumento è la richiesta di autotutela (tramite CIVIS o presso l’ufficio), con cui si chiede l’annullamento o la rettifica della comunicazione. Se invece la contestazione è fondata (la detrazione non spettava), conviene aderire pagando con sanzione ridotta piuttosto che attendere la cartella.

Cosa succede se lo ignori

Se non si esibiscono i documenti e non si paga, l’esito viene iscritto a ruolo e arriva la cartella di pagamento con:

Errori frequenti

Spunti pratici

Caso Tizio. Tizio ha detratto 2.000 euro di spese mediche. Riceve la richiesta 36-ter di esibire le ricevute. Le carica via CIVIS entro 30 giorni: il controllo si chiude senza alcuna maggiore imposta.

Caso Caia. Caia ha indicato interessi sul mutuo, ma il mutuo era cointestato e detraibile solo per metà. La comunicazione le contesta la quota eccedente. La pretesa è corretta: paga entro 30 giorni con sanzione ridotta a 2/3, evitando la cartella.

Caso Sempronio. Sempronio aveva trasmesso le certificazioni, ma l’ufficio non le ha valutate e gli contesta detrazioni in realtà spettanti. Presenta istanza di autotutela riallegando i documenti: l’Agenzia annulla la comunicazione.

Checklist:

Fonti normative

Guida informativa e divulgativa, non costituisce consulenza. Termini, percentuali di sanzione e modalità possono variare a seconda del periodo della violazione e degli aggiornamenti normativi: fa sempre fede il contenuto dell’atto ricevuto. Per la propria situazione è consigliabile rivolgersi a un professionista abilitato prima della scadenza dei termini.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra avviso bonario e comunicazione 36-ter?

L'avviso bonario nasce dal controllo automatizzato (art. 36-bis): confronta calcoli e versamenti e non chiede documenti. La comunicazione 36-ter nasce dal controllo formale: l'Agenzia chiede di esibire i documenti che giustificano detrazioni e deduzioni. La sanzione ridotta è di 1/3 nel primo caso, di 2/3 nel secondo.

Quanto tempo ho per inviare i documenti del controllo formale?

Di norma 30 giorni dalla richiesta dell'ufficio. La documentazione può essere trasmessa direttamente, tramite CAF o professionista, oppure con il canale telematico CIVIS. Conservare la ricevuta di invio è importante.

Di quanto si riduce la sanzione pagando nei termini?

La sanzione ordinaria è ridotta a due terzi (art. 3 D.Lgs. 462/1997) se si paga entro 30 giorni dalla comunicazione. È possibile anche rateizzare fino a 20 rate trimestrali.

La comunicazione 36-ter si può impugnare?

Di regola no: non è un avviso di accertamento e non è autonomamente impugnabile. La difesa è documentale o, se l'ufficio ignora prove già fornite, tramite richiesta di autotutela. Il ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria si propone semmai contro la cartella che può seguire, entro 60 giorni.

Cosa succede se non rispondo alla richiesta di documenti?

L'esito viene iscritto a ruolo e arriva la cartella di pagamento con sanzione piena, oneri di riscossione e interessi. A quel punto si può reagire solo con ricorso entro 60 giorni dalla notifica della cartella.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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