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Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
  • L’avviso di accertamento è un vero atto impositivo: rideter­mina imposte, sanzioni e interessi ed è esecutivo.
  • Hai 60 giorni dalla notifica per reagire: oltre questo termine l’atto diventa definitivo.
  • Opzioni: acquiescenza, accertamento con adesione, autotutela e ricorso al giudice tributario.

Che cos’è

A differenza dell’avviso bonario, l’avviso di accertamento è un atto impositivo motivato con cui l’Agenzia contesta maggiori imposte. Deve indicare le ragioni della pretesa e, per molti atti emessi dal 2024, è preceduto dal contraddittorio obbligatorio. Decorsi i termini senza reazione, diventa definitivo e si procede alla riscossione.

Le opzioni entro 60 giorni

L’errore da evitare

Il rischio principale è lasciar scadere i 60 giorni: l’atto diventa definitivo e le possibilità di difesa si riducono drasticamente. Conviene quindi valutare subito, con un professionista, quale strada è più conveniente.

Domande frequenti

Quanto tempo ho per difendermi?

60 giorni dalla notifica. Con l’istanza di accertamento con adesione il termine per il ricorso si sospende per ulteriori 90 giorni.

Come riduco le sanzioni?

Con l’acquiescenza (pagamento entro 60 giorni e rinuncia al ricorso) o con l’accertamento con adesione le sanzioni sono ridotte; l’autotutela serve invece a correggere errori dell’atto.

Fonti

Avvertenza. Guida informativa e divulgativa, non costituisce consulenza. Termini, percentuali di sanzione e modalità possono variare a seconda del periodo della violazione e degli aggiornamenti normativi: fa sempre fede il contenuto dell’atto ricevuto. Per la propria situazione è consigliabile rivolgersi a un professionista abilitato (commercialista, CAF o avvocato tributarista) prima della scadenza dei termini.
A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.