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La Corte costituzionale dichiara estinto il processo sul ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri contro la legge della Regione Umbria n. 5/2010, che escludeva la necessità del collaudo statico per alcuni interventi edilizi in zone sismiche. La Regione aveva nel frattempo modificato la norma impugnata, venendo meno le ragioni del ricorso.
Di cosa si tratta
Il Presidente del Consiglio dei ministri aveva impugnato in via principale l’art. 18, comma 1, della legge della Regione Umbria 27 gennaio 2010, n. 5, che disciplina la vigilanza e il controllo su opere e costruzioni in zone sismiche, nella parte in cui escludeva la necessità del collaudo statico per alcuni interventi. Secondo il ricorrente, la norma violava la competenza legislativa esclusiva statale in materia di «sicurezza» (art. 117, secondo comma, lettera h, Cost.), poiché il collaudo statico è obbligatoriamente previsto dalla legge n. 1086/1971 per le opere in conglomerato cementizio armato e strutture metalliche.
La questione di legittimità costituzionale
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso questione di legittimità costituzionale in via principale dell’art. 18, comma 1, della legge della Regione Umbria n. 5/2010, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera h), della Costituzione, per contrasto con la legge statale n. 1086/1971 che impone il collaudo statico per le opere in cemento armato e strutture metalliche.
La decisione della Corte
La Corte dichiara estinto il processo. Il Presidente del Consiglio dei ministri aveva dichiarato di rinunciare al ricorso dopo che la Regione Umbria aveva modificato la norma impugnata con la legge regionale n. 17/2010, venendo così meno le ragioni del ricorso. In mancanza di costituzione della parte convenuta (la Regione non si era costituita), ai fini dell’estinzione non era necessaria l’accettazione della rinuncia.
Il principio
Ai sensi dell’art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, la rinuncia al ricorso comporta l’estinzione del processo. Quando la parte convenuta non si è costituita, l’accettazione della rinuncia non è necessaria: il processo si estingue per effetto della sola rinuncia del ricorrente.
Domande e risposte
Cos’è il collaudo statico e perché è rilevante in zona sismica?
Il collaudo statico è la verifica finale, svolta da un tecnico abilitato, che attesta la conformità di un’opera in cemento armato o struttura metallica ai criteri di sicurezza stabiliti dalla normativa. In zone sismiche, la verifica è particolarmente importante perché garantisce che le strutture resistano ai terremoti.
Perché lo Stato aveva impugnato la legge regionale umbra?
La legge statale n. 1086/1971 prevede il collaudo statico obbligatorio per determinate categorie di opere. La norma regionale escludeva tale obbligo per alcuni interventi, violando secondo il Governo la competenza esclusiva statale in materia di sicurezza e l’incolumità pubblica.
Cosa significa «cessata materia del contendere» o estinzione del processo?
L’estinzione significa che il giudizio si conclude senza una pronuncia nel merito: la Corte non decide se la legge è incostituzionale o meno. In questo caso, ciò è avvenuto perché il ricorrente ha rinunciato al ricorso dopo che la norma censurata era stata modificata dalla Regione.
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione — riparto di competenze legislative: la «sicurezza» è materia di legislazione esclusiva statale ai sensi del comma secondo, lettera h)
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.