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La Corte dichiara illegittimo l’art. 25 del d.P.R. n. 602/1973 nella parte in cui fissava un termine decennale per la notifica della cartella di pagamento decorrente dalla consegna del ruolo al concessionario. Un termine così ampio è irragionevole e lede il diritto di difesa del contribuente, che non sa per quanto tempo deve conservare la documentazione e quando può ritenersi al sicuro da pretese erariali.
Di cosa si tratta
L’art. 25 del d.P.R. n. 602/1973 (riscossione delle imposte sul reddito), come modificato dal d.lgs. n. 193/2001, prevedeva che la cartella di pagamento per imposte iscritte a ruolo dovesse essere notificata al contribuente entro dieci anni dalla consegna del ruolo al concessionario della riscossione. Questo termine era ritenuto eccessivamente lungo rispetto ai termini di accertamento e alla conservazione dei documenti fiscali.
La questione di legittimità costituzionale
Le Commissioni tributarie provinciali di Latina e di Rovigo hanno sollevato questione in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione: il termine decennale di notifica della cartella di pagamento sarebbe irragionevole e lesivo del diritto di difesa del contribuente, impossibilitato a opporre eccezioni documentali dopo così lungo tempo.
La decisione della Corte
I giudizi vengono riuniti e la Corte dichiara l’illegittimità dell’art. 25 del d.P.R. n. 602/1973 come modificato. Il termine decennale è irragionevole in quanto eccede di gran lunga sia i termini di decadenza per l’accertamento (quattro anni dalla presentazione della dichiarazione ex art. 43 d.P.R. n. 600/1973) sia i termini entro i quali il contribuente è obbligato a conservare la documentazione fiscale.
Il principio
Il termine per la notifica della cartella di pagamento deve essere proporzionato ai termini di accertamento e all’obbligo di conservazione della documentazione fiscale. Un termine di dieci anni è irragionevole perché il contribuente non può difendersi adeguatamente da pretese erariali così risalenti nel tempo, avendo già perso l’obbligo legale di conservare i documenti necessari.
Domande e risposte
Che cos’è la cartella di pagamento?
È l’atto con cui l’agente della riscossione (oggi Agenzia delle entrate-Riscossione) intima al contribuente il pagamento di somme iscritte a ruolo dall’ente impositore. È il punto di partenza della riscossione coattiva (pignoramento, fermo amministrativo ecc.).
Cosa ha sostituito il termine dichiarato illegittimo?
A seguito della sentenza, il legislatore ha dovuto ridefinire i termini di notifica della cartella di pagamento, coordinandoli con quelli di accertamento. La questione è stata poi oggetto di numerosi interventi normativi successivi.
Come difendersi da una cartella notificata dopo molti anni?
Il contribuente può contestare la prescrizione o la decadenza del diritto alla riscossione presentando ricorso alla Commissione tributaria provinciale (oggi Corte di giustizia tributaria) entro sessanta giorni dalla notifica della cartella.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — Principio di ragionevolezza: termine decennale sproporzionato rispetto ai termini di accertamento
- Art. 24 della Costituzione — Diritto di difesa: il contribuente non può difendersi adeguatamente dopo dieci anni
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.