La guida

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

La Corte dichiara illegittima la norma sul trattamento di quiescenza dei dipendenti statali che attribuiva il beneficio dell’aumento del servizio effettivo alle sole donne coniugate con figli a carico, escludendo le donne non coniugate con figli a carico. La discriminazione fondata sullo stato civile è irragionevole.

Di cosa si tratta

L’art. 219, quarto comma, del testo unico sulla quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato (d.P.R. n. 1092/1973) prevedeva un beneficio ai fini pensionistici: l’aumento del servizio effettivo (cioè un incremento degli anni di servizio utili al calcolo della pensione) per le donne con figli a carico. Tuttavia la norma si applicava solo alle donne coniugate, escludendo le donne non coniugate (celibi, divorzi ate, vedove) pur con figli a carico.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte dei conti, Sezione giurisdizionale di Bolzano, ha sollevato questione in riferimento all’art. 3 della Costituzione: la limitazione del beneficio alle sole donne coniugate, a parità di condizione (figli a carico), sarebbe discriminatoria e irragionevole.

La decisione della Corte

La questione è fondata. La Corte dichiara l’illegittimità dell’art. 219, comma quarto, del d.P.R. n. 1092/1973 nella parte in cui non attribuisce il beneficio dell’aumento del servizio effettivo anche alle donne non coniugate con figli a carico. La ratio del beneficio è compensare il maggior onere derivante dalla cura dei figli, che prescinde dallo stato civile della madre.

Il principio

Un beneficio previdenziale riconosciuto per compensare il carico familiare derivante dalla presenza di figli a carico non può essere limitato alle donne coniugate, escludendo quelle non coniugate nelle medesime condizioni. La distinzione fondata sullo stato civile è irragionevole: la cura dei figli grava sulla madre indipendentemente dal suo stato coniugale.

Domande e risposte

Che cos’è il beneficio dell’aumento del servizio effettivo?

È un meccanismo pensionistico che consente di aggiungere agli anni di servizio effettivi una quota aggiuntiva ai fini del calcolo della pensione, aumentando l’importo dell’assegno di quiescenza. Era previsto per le dipendenti statali con figli a carico per tenere conto delle interruzioni o riduzioni di servizio dovute alla maternità e alla cura dei figli.

Dopo questa sentenza chi può beneficiare della norma?

Tutte le donne dipendenti statali con figli a carico, indipendentemente dal loro stato civile (coniugate, nubili, divorz iate, vedove o conviventi). La norma è estesa in via additivain maniera costituzionalmente obbligata.

Esistono analoghi benefici nel diritto del lavoro privato?

Sì: nel lavoro privato si applica il congedo parentale e altri istituti a tutela della maternità e della famiglia, disciplinati dal d.lgs. n. 151/2001. Il criterio guida è sempre la presenza di figli a carico, non lo stato civile.

Norme collegate

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.